Littizzetto e l'app di incontri: «Ho visto dei mostri, mamma mia»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Luciana Littizzetto si è iscritta a un'app di incontri, ne è uscita con alcuni uomini e poi si è cancellata. Il motivo dell'iscrizione, però, non aveva nulla a che vedere con la ricerca di un partner: doveva scrivere un libro. «L'ho fatto per scrivere un libro poi mi sono tolta», ha spiegato l'attrice torinese nel salotto di "Verissimo", ospite di Silvia Toffanin su Canale 5. La curiosità era un'altra, e riguardava le dinamiche che spingono un gruppo di amiche a iscrivere a sorpresa una coetanea single su una piattaforma di dating.
Il risultato di quell'esplorazione è stato definito dalla diretta interessata con una battuta fulminante: «Ho visto dei mostri, mamma mia».
Un campionario di pretendenti
A colpire la comica non è stata tanto la varietà dei profili quanto la sfacciataggine di certi approcci. «Gente che si presenta e subito dichiara di essere sposato chiedendo poi se è per caso un problema», ha raccontato, aggiungendo che nella maggior parte dei casi si è trovata davanti a situazioni surreali. L'aneddoto più riportato riguarda un uomo che si è presentato con un nome di fantasia e una confessione imbarazzante: «Ciao mi chiamo Ciccio e sono sposato, è un problema? Ma vedi tu se è un problema».
Un campionario che, a sentire la Littizzetto, è servito più alla scrittura che alla vita sentimentale. Il materiale raccolto confluisce ne "Il tempo del la la la", il primo romanzo dell'attrice edito da Mondadori, in libreria dallo scorso aprile. Il libro racconta tre donne vicine ai sessant'anni, Lola, Maura e Ida, che si ritrovano in un baretto torinese e si interrogano su ciò che resta dei desideri quando la vita sembra aver già assegnato le parti.
Le chat delle amiche e il valore dello sguardo esterno
Se l'app di incontri è stata archiviata come un'esperienza ai limiti del grottesco, un capitolo a parte meritano le chat di gruppo con le amiche di una vita. Littizzetto ne fa parte con nomi che sono già un programma: «fighe rupestri» e «pene ma non penissimo». Dentro quelle conversazioni si parla di tutto, dal lavoro agli uomini, ma la funzione che la comica riconosce alle coetanee è soprattutto una: aiutarla a guardare le situazioni da una prospettiva diversa.
«Le amiche ti aiutano a guardare la vita con sei occhi, spesso loro vedono una situazione che magari ai nostri occhi sfugge», ha spiegato, sottolineando che in quei confronti non c'è giudizio, ma una franchezza che nasce dall'affetto. È lì che la Littizzetto cerca un momento per tirare il fiato, lontano dai ritmi della televisione e dalle aspettative che accompagnano una figura pubblica della sua notorietà.
La madre novantatreenne e il ruolo di caregiver
Il discorso si è poi spostato sui equilibri familiari, che cambiano con il passare degli anni e con l'avanzare dell'età dei genitori. «Mia mamma è vecchiarella, ha 93 anni. Quest'estate ha avuto un momento un attimo di smottamento, ma adesso siamo ritornati più o meno in bolla», ha raccontato. Da questa condizione personale è partita una riflessione più ampia, che la comica ha legato esplicitamente al titolo del suo romanzo: «Alla nostra età, noi Donne del la la la facciamo anche il caregiver. Ci dobbiamo occupare anche dei genitori anziani, se abbiamo la fortuna di averli». Un ruolo che non riguarda solo l'assistenza materiale, ma anche la gestione di un equilibrio emotivo che si ridefinisce quando i ruoli tra genitori e figli si invertrono, o almeno si confondono. La madre, ha aggiunto scherzando, continua a sgridarla nonostante l'età, e questo è forse il segno che certi assetti restano saldi anche quando tutto il resto si muove.
Niente passeggino al parco
Sul fronte dei progetti familiari, la posizione della Littizzetto è netta e non lascia spazio a interpretazioni. All'ipotesi di un nipote da portare al parco con il passeggino, la risposta è stata categorica: «Ci manca solo un nipote». Una battuta che chiude il cerchio su una conversazione in cui la comica ha raccontato anche i suoi «sogni peccaminosi», ma senza mai scivolare nel dettaglio privato.
La sua vita affettiva, del resto, è sempre stata custodita con discrezione, e anche in questa occasione la Littizzetto ha scelto di raccontarsi attraverso l'ironia piuttosto che attraverso le confidenze. Il ritorno in giuria a "Tu si que vales", accanto a Paolo Bonolis, Maria De Filippi e Rudy Zerbi, completa il quadro di una stagione professionale che la vede impegnata su più fronti.
Il libro, la televisione, le chat con le amiche e una madre da accudire: un mosaico che la comica torinese ha ricomposto davanti al pubblico di Canale 5 senza concedere nulla alla retorica della serenità ritrovata.
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