La guerra dell’intelligenza artificiale: Anthropic cita in giudizio il Pentagono per la designazione come rischio per la supply chain
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Redazione Esteri
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La tensione, già elevata, tra il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e Anthropic è approdata in tribunale. La società di intelligenza artificiale, proprietaria del noto chatbot Claude, ha formalmente citato in giudizio l’amministrazione Trump, chiedendo ai giudici federali di annullare la decisione del Pentagono che classifica l’azienda come una minaccia per la catena di approvvigionamento nazionale. Una mossa, quella della difesa, che di fatto rappresenta una prima volta assoluta, non essendo mai stata applicata in precedenza una designazione del genere – solitamente riservata a entità legate ad avversari stranieri – nei confronti di una società a stelle e strisce. Il cuore della disputa, come emerge dagli atti depositati, risiede nella natura punitiva e, a detta dei legali della startup, illegittima di un provvedimento che blocca di fatto i subappaltatori della Difesa dall'utilizzare i modelli di intelligenza artificiale di Anthropic, primo fra tutti Claude, nell'ambito delle commesse governative.
Due visioni incompatibili sull'uso bellico dell'AI
All'origine della rottura, che sembra aver colto di sorpresa anche i vertici aziendali, ci sono le rigide linee etiche imposte da Anthropic riguardo all'impiego delle sue tecnologie in ambito militare. La società, che fino allo scoppio della polemica era l'unica autorizzata a inserire i propri sistemi nelle reti classificate del Pentagono, ha sempre tracciato due linee rosse invalicabili: niente armi completamente autonome e niente sorveglianza di massa sui cittadini americani. Una posizione, questa, che si è scontrata con la richiesta del segretario alla Difesa Pete Hegseth e del presidente Donald Trump, i quali hanno intimato ad Anthropic di accettare di mettere a disposizione Claude per ogni "uso lecito" delle forze armate, senza limitazioni contrattuali. La replica dell'amministratore delegato Dario Amodei è stata netta, motivata dall'impossibilità, citando le sue stesse parole, di agire "in coscienza" per rimuovere quelle tutele che impediscono all'intelligenza artificiale di divenire uno strumento indiscriminato di controllo o di offesa letale senza il vaglio umano.
Conseguenze economiche e contratti a rischio
Il contenzioso, lungi dall'essere una mera scaramuccia verbale, sta producendo effetti tangibili sui conti di Anthropic. La designazione, comunicata formalmente all'inizio di marzo, sta spingendo molti clienti – sia attuali che potenziali – a rinegoziare i termini o, in alcuni casi, ad abbandonare del tutto le trattative, come si legge nei documenti giudiziali. L'azienda teme che l'etichetta di "rischio per la supply chain", che nel linguaggio burocratico americano evoca scenari di sabotaggio o infiltrazione da parte di potenze nemiche, finisca per isolarla dal mercato federale. E non si tratta solo del contratto da 200 milioni di dollari firmato con il Pentagono l'estate scorsa, ma anche delle collaborazioni con altri enti, come il Dipartimento del Tesoro, che ha già annunciato la sospensione del rapporto. La stessa Lockheed Martin, colosso dell'aerospaziale e della difesa, ha fatto sapere che si adeguerà alle direttive presidenziali, cercando fornitori alternativi di modelli linguistici di grandi dimensioni.
Paradossi di un sistema che rifiuta e al contempo utilizza la tecnologia
A rendere la vicenda ancora più intricata è la cronaca militare recente. Nonostante la messa al bando formale, sembra che Claude abbia continuato a operare nell'ombra. Secondo ricostruzioni giornalistiche, il chatbot sarebbe stato impiegato durante le operazioni che hanno portato all'attacco contro l'Iran e in precedenza, a quanto pare a insaputa della stessa Anthropic, per pianificare azioni in Venezuela. Un paradosso non da poco: la Casa Bianca dichiara di voler recidere ogni legame con l'azienda, mentre sul campo i vertici militari continuano a servirsi della sua capacità di calcolo per analizzare intelligence e simulare scenari bellici. Nel frattempo, la concorrenza non sta a guardare. OpenAI, rivale diretta di Anthropic, ha colto la palla al balzo per stipulare un accordo con il Pentagono, offrendo ChatGPT per gli stessi ambienti classificati, una mossa che però è costata cara in termini di immagine, causando un'ondata di disinstallazioni dell'app e critiche da parte dell'opinione pubblica.




