Il noleggio a lungo termine cresce in Italia, ma il diesel regge e l'elettrico fatica
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Redazione Economia
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Il noleggio a lungo termine, un tempo considerato appannaggio quasi esclusivo delle flotte aziendali, sta vivendo una fase di consolidata espansione, affermandosi come una valida alternativa all'acquisto per un numero crescente di italiani. Nei primi nove mesi del 2025, il settore ha registrato un incremento significativo, con oltre 830.000 contratti stipulati, un dato che, se paragonato allo stesso periodo del 2024, segna un più 13,3%. Questo trend positivo, che riflette una mutazione nelle abitudini di consumo legate all'automobile, non è tuttavia l'unico elemento degno di nota, poiché l'attenzione si sposta inevitabilmente sulle vetture che vengono scelte e, soprattutto, su quelle che restano ai margini di questo canale distributivo.
La preminenza delle aziende e la spinta dei privati
L'architettura del mercato, stando all'analisi dell'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (UNRAE) basata sui dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, continua a essere dominata dalle società, le quali rappresentano una fetta pari all'85,8% del totale, corrispondente a 712.353 contratti. All'interno di questa macro-categoria, la maggior parte degli accordi è intestata ad aziende non operanti nel settore automotive, che sebbene in calo di quasi sei punti percentuali, detengono ancora una quota del 66,6%. A fronte di questa predominanza, si registra una dinamica particolarmente vivace da parte dei privati, i quali, pur fermandosi al 14,2% del mercato, hanno fatto segnare una crescita del 19,1%, un balzo che evidenzia come la formula stia guadagnando terreno al di fuori del perimetro strettamente professionale.
Il nodo critico delle motorizzazioni
Proprio l'analisi delle motorizzazioni preferite dagli italiani che ricorrono al noleggio a lungo termine rivela alcune criticità nella transizione energetica del parco circolante. Se da un lato il canale del noleggio, per sua natura, favorisce un ricambio più veloce dei veicoli e quindi un potenziale aggiornamento tecnologico, i dati suggeriscono una resistenza dei modelli tradizionali. Le autovetture alimentate a gasolio, nonostante il declino che le caratterizza in altri segmenti di mercato, mantengono una presenza rilevante, mentre le vetture elettriche pure faticano a decollare in maniera significativa, rappresentando ancora una nicchia. Questo divario, che appare in controtendenza con gli obiettivi di sostenibilità, delinea un quadro in cui le scelte dei noleggiatori, siano essi aziende o privati, sono ancora fortemente condizionate da considerazioni di carattere pratico ed economico.
Le implicazioni per il mercato automobilistico
La crescita costante del noleggio a lungo termine sta di fatto ridefinendo gli equilibri del mercato automobilistico nazionale, spostando una parte consistente del business dalla vendita al dettaglio alla fornitura di servizi. Questo meccanismo, che garantisce alle case automobilistiche un flusso di veicoli prevedibile e di grandi dimensioni, finisce per influenzare anche le politiche produttive e le scelte di allocazione dei modelli. La preferenza per determinate tipologie di veicoli all'interno dei contratti di noleggio, infatti, si ripercuote direttamente sulla composizione del parco auto italiano, ritardando di fatto quel ricambio generazionale verso motorizzazioni a più basso impatto ambientale che pure viene auspicato dalle istituzioni europee e nazionali.




