Ponte sullo Stretto, la Cgil presenta un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La Cgil nazionale, con un esposto firmato dal segretario generale Maurizio Landini, ha ufficialmente chiesto alla Corte dei Conti di accertare se nella gestione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina sussistano i presupposti per un danno erariale.

L'iniziativa, che non vuole essere una "battaglia ideologica" né tanto meno una "contrapposizione pregiudiziale all'opera" come ha tenuto a precisare il sindacato, è stata inoltrata alle Procure regionali della Corte dei Conti del Lazio e della Sicilia, nonché alla Procura generale presso la sezione giurisdizionale d'appello della Corte dei Conti per la Regione Siciliana.

I rilievi e le criticità segnalate

Alla base dell'esposto vi sono una serie di criticità già evidenziate in passato dalla stessa Corte dei Conti, in particolare nel corso dell'esame della delibera del Cipess. Tra queste, spicca la mancata determinazione del costo definitivo dell'opera, che attualmente supera ormai i 13 miliardi di euro, e i persistenti dubbi sul rispetto della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale.

Un ulteriore elemento di preoccupazione, sollevato dalla Cgil, riguarda l'assenza di una nuova gara d'appalto nonostante il progetto risulti profondamente diverso rispetto a quello aggiudicato nel 2005, con possibili violazioni delle direttive comunitarie e un conseguente rischio per le finanze pubbliche.

La difesa del denaro pubblico e le priorità per il Mezzogiorno

La Confederazione, nel presentare l'atto ai magistrati contabili, ha ribadito con forza che l'obiettivo è esclusivamente quello di "difendere il denaro pubblico". "Ogni euro sprecato per il Ponte", si legge nella nota ufficiale, "è un euro tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il Sud ha bisogno".

Secondo il sindacato, il Mezzogiorno ha un'urgenza ben diversa, ovvero investimenti in ferrovie moderne, strade sicure, trasporti efficienti, porti, scuole e servizi pubblici di qualità, che rappresentano le priorità per creare lavoro e ridurre i divari territoriali.

La replica della società Stretto di Messina

All'esposto della Cgil ha fatto immediatamente seguito la replica dell'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il quale ha dichiarato di aver appreso con "grande sorpresa" dell'iniziativa.

Ciucci ha difeso l'operato della società, rivendicando il pieno rispetto delle norme e la massima attenzione per la tutela del denaro pubblico, sottolineando inoltre che la Stretto di Messina è una società interamente pubblica, sottoposta al controllo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e già soggetta al controllo della Corte dei Conti, che esercita la vigilanza tramite un magistrato delegato che partecipa alle sedute del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.