La Corte dei Conti indaga sulla pista da bob di Cortina per il possibile danno erariale
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Redazione Sport
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La Procura regionale della Corte dei Conti per il Veneto ha ufficialmente avviato un fascicolo di indagine concentrato sullo Sliding Centre di Cortina d’Ampezzo, l’impianto realizzato proprio in occasione delle recenti Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Al centro delle verifiche, come si legge nei quotidiani locali che hanno rotto il silenzio sulla vicenda, vi è l’ipotesi di un possibile danno erariale. I magistrati contabili, insomma, stanno cercando di fare luce su una gestione che, a questo punto, appare quantomeno opaca: da un lato si guarda ai lievitati costi di costruzione, dall’altro – e forse con ancor più attenzione – si analizzano le modalità e le condizioni in cui l’opera è stata riconsegnata, pochi giorni fa, alla Simico, la società infrastrutturale commissariale.
Danni post-gara e la questione della riconsegna
La scintilla che ha innescato l’intervento della magistratura contabile, in particolare, sembra essere legata alle condizioni di degrado riscontrate sull’impianto subito dopo il termine delle competizioni. Non si parla, ovviamente, di semplice usura dovuta all’intenso utilizzo agonistico, ma di una serie di danneggiamenti che hanno spinto le autorità a sollevare più di qualche perplessità. La stessa Simico, incaricata della riparazione, ha dovuto prendere atto delle criticità; e se da un lato la società esprime pubblicamente “fiducia nell’operato della Corte”, confidando che venga dimostrata la propria “correttezza”, dall’altro è innegabile che l’intera vicenda della riconsegna sia finita nel mirino. La Procura, infatti, sta verificando se dietro a questi illeciti – è questa la parola usata negli ambienti giudiziari – non ci sia una gestione poco trasparente delle risorse pubbliche.
Il ritorno in cantiere e le responsabilità assicurative
Sul fronte operativo, e per comprendere meglio l’intreccio di responsabilità, va ricordato che il cantiere dello Sliding Centre non è mai stato davvero chiuso. Anzi, proprio in questi giorni le maestranze sono tornate al lavoro per ultimare le opere, con l’obiettivo di consegnare finalmente la struttura al Comune di Cortina. Una procedura, questa, che ha visto un vero e proprio braccio di ferro tra i vari soggetti coinvolti: la Fondazione Milano Cortina, che ha gestito la pista durante i Giochi in esclusiva, e la stessa Simico. Sarebbe proprio la Fondazione, secondo gli accordi, a dover far fronte ai costi dei danni attraverso una polizza assicurativa, sollevando così da eventuali oneri la società infrastrutturale. Tuttavia, i magistrati della Corte dei Conti vogliono vederci chiaro proprio su questo passaggio, per escludere che qualche danno – magari preesistente – sia stato addebitato erroneamente o che la riparazione rappresenti un ulteriore aggravio ingiustificato per l’erario.
Cost们 fuori controllo e lo “scandalo” delle risorse pubbliche
A rendere l’aria ancora più pesante, poi, è il dato economico di fondo che aleggia su tutta l’operazione. Un progetto che, stando alle prime stime, doveva costare circa 45 milioni di euro, ha finito per lievitare fino a toccare quota 124 milioni. Un’enormità che non è passata inosservata, tanto che sulla vicenda è intervenuta anche l’eurodeputata Cristina Guarda, la quale ha parlato apertamente di “scandalo” e di rischio concreto che le risorse dei contribuenti venissero trattate come un “assegno in bianco”. La Guarda, in particolare, ha espresso sollievo per l’intervento dei giudici contabili, sottolineando come solo un controllo serio possa impedire che certi meccanismi – fatti di rinvii, dichiarazioni false e ritardi colpevoli – si ripetano in futuro. Il clima, insomma, è quello tipico delle grandi opere italiane, dove la macchina dei controlli si mette in moto spesso solo a cose fatte, quando il conto salato è già stato presentato ai cittadini.




