Blocchi a Malpensa e arresti per la protesta Gaza: la crisi si sposta dai terminal ai tribunali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sotto il cielo grigio del Terminal 1 di Malpensa, il grido di battaglia “Blocchiamo Malpensa” si è dissolto in una presenza numericamente esigua. All’appuntamento per lo sciopero, promosso dai sindacati di base Usb e Cub in solidarietà con la popolazione di Gaza, si sono presentate solo poche decine di persone. Un esito che stride con le attese per un’azione promossa da gruppi noti per manifestazioni spesso violente. I primi ad arrivare, attorno alle 9:30, sono stati alcuni membri dei sindacati organizzatori, i quali hanno comunque portato avanti la protesta, seppur in tono minore rispetto alle intenzioni iniziali di un disturbo più incisivo.

Le misure cautelari per i minorenni dopo gli scontri

Mentre le proteste si ridimensionavano agli scali aeroportuali, la vicenda degli scontri di lunedì scorso davanti alla stazione Centrale di Milano si sviluppa nelle aule giudiziarie. Il tribunale per i minorenni ha disposto per due liceali di 17 anni, accusati di resistenza aggravata al termine del corteo per Gaza, i domiciliari senza possibilità di frequentare la scuola. Un provvedimento che solleva interrogativi sul bilanciamento tra esigenze investigative e diritti degli imputati minorenni. Per le due studentesse universitarie maggiorenni arrestate con loro, il giudice ha invece optato per la libertà con l’obbligo di firma quotidiana.

L’assemblea di solidarietà al centro sociale Lambretta

Proprio sugli arresti si è concentrata un’assemblea pubblica tenutasi al centro sociale Lambretta. Una platea di almeno duecento persone ha ascoltato gli interventi di un fronte ampio e trasversale: sono intervenuti la senatrice di Avs Ilaria Cucchi, che ha definito “grave” la repressione verso i minori, il fumettista Zerocalcare, critico verso una “gestione rigida e ottusa” delle forze dell’ordine, e Pietro Cusimano del sindacato Usb. Erano presenti anche la madre di una delle studentesse ai domiciliari e un’esponente di Europa Verde.

Il nuovo terreno di confronto: le aule dei tribunali

L’evento ha messo in luce come l’episodio milanese, conclusosi con scontri e arresti, abbia catalizzato l’attenzione oltre i confini della piazza. La vicenda giudiziaria, con le sue misure cautelari differenziate, sta diventando il nuovo terreno di mobilitazione. Il dibattito si sposta così dalle strade, dove azioni dirette come il tentativo di blocco a Malpensa sembrano aver perso slancio, agli aspetti procedurali e di principio legati alle libertà personali e al diritto di manifestare.

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