Truffa del finto maresciallo a Matera, arrestati due giovani

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La truffa del finto maresciallo a Matera ha portato all’arresto in flagranza di reato di due giovani accusati di aver raggirato un’anziana: si tratta di un uomo di 22 anni, originario della Tunisia, e di una donna italiana di 19 anni, entrambi residenti in Campania. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato di Matera nell’ambito di una mirata attività di controllo avviata dalla Squadra Mobile dopo i numerosi tentativi di truffa registrati negli ultimi giorni in città ai danni di persone anziane. Il metodo utilizzato era quello del cosiddetto “finto maresciallo”, una tecnica basata su una telefonata ingannevole e sull’intervento successivo di un complice nell’abitazione della vittima.

Come è stato messo in atto il raggiro ai danni dell’anziana

La dinamica della truffa del finto maresciallo prevedeva un primo contatto telefonico con l’anziana, durante il quale un uomo si sarebbe presentato come un maresciallo dei Carabinieri. Alla vittima veniva comunicata la necessità di effettuare un controllo nella sua abitazione, con l’obiettivo dichiarato di verificare alcuni oggetti custoditi in casa. Poco dopo la telefonata, un complice si sarebbe introdotto nell’abitazione riuscendo a ottenere la consegna di diversi oggetti preziosi, con la rassicurazione che sarebbero stati restituiti dopo le verifiche.

Tra gli oggetti sottratti alla donna figuravano soldi e gioielli, compresa una medaglia d’oro appartenuta al marito. Il raggiro si basava quindi sulla falsa identità di un rappresentante delle forze dell’ordine e sulla richiesta di collaborazione alla vittima, convinta che i controlli fossero collegati a una situazione ufficiale. La tecnica del finto carabiniere o del finto maresciallo viene indicata nel caso di Matera come il sistema utilizzato per avvicinare persone anziane e ottenere beni custoditi nelle loro abitazioni.

L’intervento della Polizia di Stato dopo i tentativi di truffa

L’arresto dei due giovani è arrivato dopo l’attività di controllo predisposta dalla Squadra Mobile della Questura di Matera, che aveva avviato verifiche in seguito ai diversi episodi segnalati in città. Gli agenti hanno operato per contrastare i tentativi di truffa rivolti alle persone anziane e hanno individuato i due giovani accusati della truffa aggravata in concorso. L’intervento è avvenuto in flagranza di reato, consentendo alla Polizia di Stato di procedere all’arresto dell’uomo di 22 anni e della donna di 19 anni.

Il caso di Matera si inserisce in una serie di episodi che hanno riguardato la tecnica del finto carabiniere, basata su una chiamata iniziale e su un successivo accesso all’abitazione della vittima. In altri episodi citati nelle indagini su questo tipo di truffa, il meccanismo prevedeva sempre la presenza di un falso appartenente alle forze dell’ordine e di un complice incaricato di ritirare denaro o oggetti preziosi. La vicenda ha portato all’attenzione l’attività di controllo svolta dopo i tentativi registrati negli ultimi giorni a Matera.

La tecnica del finto carabiniere e i precedenti episodi citati

Nel materiale relativo al fenomeno vengono riportati anche altri casi con modalità simili, tra cui un episodio a Ortisei, dove un’anziana sarebbe stata raggirata con la truffa del finto carabiniere e derubata di gioielli e denaro contante. Dopo poco più di dieci giorni di indagini tra l’Alto Adige e la Campania, un uomo e una donna sono stati individuati e denunciati. In quel caso è stata indicata come fondamentale la testimonianza di un vicino, che avrebbe contribuito agli accertamenti.

Un altro episodio citato riguarda Rapallo, dove i Carabinieri della Stazione locale hanno arrestato due uomini italiani di 26 e 31 anni per una truffa effettuata con la tecnica del finto Carabiniere ai danni di una signora di 75 anni. Anche in quella circostanza la vittima aveva ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo che aveva annunciato un controllo nella sua abitazione. La motivazione fornita era la verifica di gioielli che sarebbero potuti essere collegati a una rapina.

La tecnica descritta negli episodi raccolti prevede quindi un contatto telefonico iniziale con una falsa comunicazione e l’arrivo successivo di una persona incaricata di ritirare beni dalla vittima. Nel caso di Matera, la Polizia di Stato ha collegato l’intervento all’attività di controllo avviata dopo i numerosi tentativi di truffa rivolti agli anziani e ha proceduto all’arresto dei due giovani accusati della truffa aggravata in concorso.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.