Pride 2025, Gualtieri: "Roma grande città dei diritti"
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Redazione Interno
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Migliaia di persone hanno invaso le strade di Roma per il Pride 2025, un corteo che, partendo da piazza della Repubblica e snodandosi fino alle Terme di Caracalla, ha riempito la città di colori, musica e rivendicazioni. Quaranta carri, tra cui quello di +Europa con l’irriverente slogan "Censurace sto carro", hanno attirato l’attenzione per le caricature di Trump, Putin, Orban e della premier Giorgia Meloni ritratti con fard e rossetto, accompagnati dalla scritta "Friend of dictators". Un messaggio che, senza mezzi termini, ha voluto sottolineare le critiche verso chi, secondo gli organizzatori, minaccia i diritti civili.
Il sindaco Roberto Gualtieri, presente alla manifestazione, ha ribadito che "Roma è e resta una grande città dei diritti", sottolineando l’importanza di un evento che, al di là della festa, rappresenta una battaglia per l’uguaglianza. La madrina Rose Villain, con il suo inno "Fuorilegge", ha guidato il corteo in un clima che, però, non è stato solo di celebrazione. Tra le tensioni internazionali e le polemiche politiche, il Pride di quest’anno ha mostrato un volto più combattivo, se non addirittura polemico.
Non sono mancati gli attacchi della Lega, che ha definito la manifestazione "divisiva", mentre Fratoianni ha lanciato un allarme: "L’Italia è sulla buona strada per diventare come l’Ungheria di Orban", riferendosi alla mancata condanna del governo italiano rispetto al divieto del Pride a Budapest. "Cancellare questa piazza, queste persone, è terrificante", ha aggiunto, denunciando quello che considera un pericoloso passo indietro sui diritti.




