Torino, 16 anni senza attenuanti per il lancio della bici dai Murazzi: condannato Victor Ulinici
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Redazione Interno
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Sedici anni di carcere, senza sconti. È la condanna definitiva inflitta a Victor Ulinici, uno dei cinque giovani coinvolti nel tragico episodio che, nella notte tra il 20 e il 21 gennaio 2023, ha segnato per sempre la vita di Mauro Glorioso, studente palermitano di Medicina. La decisione, emessa dalla gup di Torino Odilia Meroni, arriva dopo un lungo iter giudiziario, che ha visto l’annullamento della prima sentenza da parte della Cassazione e un successivo rinvio. Il verdetto, che ha escluso qualsiasi forma di attenuante generica, chiude un capitolo doloroso, ma non cancella le conseguenze di un gesto definito folle e irresponsabile.
Quella notte, una bicicletta elettrica fu lanciata dalla balaustra dei Murazzi, un luogo simbolo della movida torinese, ma anche noto per la sua pericolosità. L’impatto con Mauro, che passeggiava lungo il lungofiume, fu devastante. Il giovane, allora 23enne, riportò ferite gravissime che ne hanno compromesso irrimediabilmente l’esistenza. Una vita fatta di progetti, sogni e sacrifici, ridotta in frantumi da un attimo di follia collettiva.
La famiglia di Mauro, attraverso le parole del padre Giuseppe, ha espresso più volte il proprio dolore e la rabbia per quanto accaduto. “Sono dei delinquenti, gente che per puro gioco ha rovinato la vita a mio figlio”, ha dichiarato Giuseppe Glorioso, la voce rotta dall’emozione. “Anche se li condanneranno a 10, 16 anni, Mauro ha perso la libertà per sempre”. Una sofferenza che non si placa, alimentata dalla consapevolezza che il danno subito è irreparabile.
Parallelamente al processo penale, la famiglia Glorioso ha annunciato un’azione legale contro il Comune di Torino. Secondo Giuseppe, l’area dei Murazzi era da anni considerata a rischio, ma non sono mai state adottate misure di sicurezza adeguate per prevenire incidenti. “Quell’area era pericolosa”, ha sottolineato il padre, evidenziando come la mancata protezione dei cittadini abbia contribuito alla tragedia. La causa civile, che potrebbe aprire un ulteriore fronte giudiziario, mira a ottenere giustizia non solo per Mauro, ma anche per evitare che simili episodi si ripetano in futuro.
Il caso, che ha scosso l’opinione pubblica, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle aree urbane frequentate da giovani, spesso teatro di comportamenti rischiosi. I Murazzi, con il loro fascino storico e la vista sul Po, sono da sempre un punto di ritrovo, ma anche un luogo dove il confine tra divertimento e pericolo può diventare labile. La mancanza di controlli e di interventi strutturali, come barriere più alte o sistemi di sorveglianza, è stata più volte denunciata, ma senza esiti concreti.




