Brescia, interrogazione parlamentare su presunti abusi in questura
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Redazione Interno
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A Brescia, nei giorni scorsi, un gruppo di giovani attivisti climatici, appartenenti al movimento Extinction Rebellion, ha denunciato pubblicamente di essere stato prelevato dopo un sit-in pacifico, portato in questura e trattenuto per sette ore. Gli attivisti, che avevano manifestato presso la fabbrica Leonardo Spa, hanno riferito di essere stati sottoposti a trattamenti umilianti, riservati in particolare alle donne. Queste ultime, secondo le testimonianze, sarebbero state costrette a spogliarsi e a eseguire piegamenti per ulteriori verifiche.
La protesta, iniziata nelle prime ore del mattino, ha visto i manifestanti oltrepassare le sbarre della sede di Leonardo Spa, alcuni dei quali si sono incatenati formando una catena umana per bloccare i camion in entrata e in uscita dallo stabilimento. Altri hanno imbrattato con scritte le mura dell'azienda, mentre una militante si è arrampicata su un pennone portabandiera in acciaio.
Le denunce degli attivisti, che parlano di trattamenti umilianti riservati alle sole donne, hanno sollevato un'ondata di indignazione e nuovi interrogativi sulla gestione delle operazioni di polizia. La questura di Brescia, dal canto suo, ha respinto le accuse di abusi, affermando che le procedure sono state rispettate e la dignità delle persone tutelata.
Il deputato Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, chiedendo chiarimenti su quanto avvenuto.




