Peter Thiel a Roma tra teologia, tecnologia e un’interrogazione parlamentare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il miliardario della Silicon Valley, Peter Thiel, è da oggi nella Capitale, e la sua presenza, che si protrarrà fino a mercoledì, sta alimentando un dibattito che travalica i confini del semplicemente politico per addentrarsi in territori filosofici e teologici. Thiel, cofondatore di PayPal e mente dietro Palantir, la società di analisi dati che fornisce software a Ice e ad altre agenzie governative statunitensi, terrà una serie di conferenze a porte chiuse sul tema dell’Anticristo, un argomento che da tempo rappresenta una delle sue fissazioni intellettuali. L’evento, rigorosamente su invito e con il divieto di accesso per la stampa e l’uso di dispositivi di registrazione, ha scelto una location rimasta segreta fino all’ultimo, un alone di mistero che ha fatto il paio con la decisione delle istituzioni pontificie di prenderne le distanze.

Il Vaticano e le università prendono le distanze dal ciclo di lezioni

Se inizialmente era circolata l’ipotesi che le lezioni potessero tenersi presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, l’Angelicum, l’ateneo ha prontamente smentito tramite una nota ufficiale, chiarendo come l’iniziativa non fosse in alcun modo organizzata dall’Università né sarebbe stata ospitata nelle sue sedi. A organizzare l’incontro, stando a quanto riportato dall’Ap, sarebbero l’associazione culturale Vincenzo Gioberti, che si rifà al pensiero classico e cristiano, e il Cluny Institute, un’iniziativa indipendente incubata presso la Catholic University of America di Washington, la quale ha a sua volta voluto sottolineare la propria estraneità all’evento romano. Il fatto che Thiel porti nella città del Papa, e primo pontefice statunitense della storia, Leone XIV, le sue riflessioni sull’Apocalisse e sull’Anticristo – concetto che egli lega alla nascita di un governo mondiale capace di sfruttare paure esistenziali come il cambiamento climatico o l’intelligenza artificiale per accumulare potere – non ha mancato di sollevare più di un sopracciglio negli ambienti vaticani. Padre Paolo Benanti, consigliere del Papa proprio sui temi dell’intelligenza artificiale, ha definito l’operato di Thiel alla stregua di un “prolungato atto di eresia contro il consenso liberale”, mentre l’Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale, gli ha dedicato aperture decisamente critiche, mettendo in guardia dal pericolo di affidare ai soli leader tecnologici la definizione dei limiti etici del nostro tempo.

L’ombra di Palantir e i legami con l’amministrazione Trump

Al di là delle speculazioni escatologiche, ciò che maggiormente preoccupa l’opposizione italiana, con il Partito Democratico in testa, è la natura dei rapporti che legano Thiel all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. In un’interrogazione parlamentare presentata in queste ore, i dem chiedono a chiare lettere se siano previsti incontri tra il magnate e membri del governo o se esistano già, o siano in via di definizione, contratti tra le sue aziende e la pubblica amministrazione italiana. Thiel, del resto, non è solo un imprenditore tecnologico tra i più ricchi del pianeta; è anche uno dei principali ispiratori e finanziatori del trumpismo più profondo, quello legato al movimento Maga. Fu lui, nel 2016, uno dei pochi nella Silicon Valley a sostenere apertamente Donald Trump, e più di recente ha scommesso sulla carriera politica di JD Vance, oggi vicepresidente, versando milioni nella sua campagna per il Senato. I software di Palantir, inoltre, sono diventati il braccio operativo della dura politica migratoria voluta dalla nuova amministrazione: piattaforme come “ImmigrationOS” o il sistema “Elite” sono utilizzate da Ice per tracciare, identificare e prioritizzare gli immigrati irregolari da deportare, integrando dati che vanno dalle utenze domestiche ai benefici sanitari.

La mobilitazione della controinformazione e il silenzio del governo

A rendere l’atmosfera ancora più rovente ci hanno pensato gli attivisti di “No Kings” e altri collettivi, che nei giorni scorsi hanno dato vita a un sit-in davanti al Ministero della Difesa per protestare contro i “presunti rapporti” tra il governo e Palantir, accusando Thiel di promuovere una visione del mondo “antidemocratica e suprematista”. Sempre nella notte tra sabato e domenica, uno striscione con la scritta “Vedo Satana cadere come la folgore”, esposto sul ponte degli Annibaldi con vista sul Colosseo, aveva dato il benvenuto al magnate, citando il Vangelo. Un benvenuto quantomeno singolare, che gioca proprio sui temi delle sue conferenze. Ad oggi, dall’esecutivo non è giunta alcuna replica ufficiale né alle richieste di chiarimento delle opposizioni né alle sollecitazioni provenienti da una parte del mondo cattolico, e l’agenda pubblica della presidente del Consiglio non riporta al momento incontri in agenda con Thiel. La sensazione, però, è che il “giallo” sulla missione romana del miliardario americano sia destinato a protrarsi ancora per qualche giorno, alimentato da un riserbo che, come spesso accade, non fa che moltiplicare le domande piuttosto che offrire risposte.

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