Giornata di fuoco in serie A, tra rissa sfiorata e l’arbitro che dice “avete ancora dieci minuti”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La ventinovesima giornata di campionato lascia strascichi pesanti, non tanto per i risultati in sé quanto per ciò che è accaduto ai margini – e talvolta nel bel mezzo – del campo. A San Siro, il derby d’Italia tra Inter e Atalanta, terminato con un pareggio che di fatto tiene inalterate le distanze in vetta, è stato il crocevia di episodi destinati a fare discutere a lungo, alimentati dalla consueta lente delle telecamere di Bordocam, il programma di Dazn che sforna dettagli e retroscena. E se la Juventus, vincendo a Udine, si è riportata a un solo punto dalla zona Champions (attualmente occupata dal Como, abile a imporsi sulla Roma nello scontro diretto), l’attenzione si è concentrata sulla sfida milanese: un match avvelenato da proteste, dubbi arbitrali e una rissa sfiorata tra due ex compagni, Aleksandar Kolarov e Berat Djimsiti, finiti a pochi centimetri dalle mani addosso.

La frase di Manganiello che ha gelato Dumfries e infiammato le polemiche

A sollevare il polverone più grosso è stato un retroscena tecnico emerso dalle immagini non mandate in onda in diretta. Il Corriere dello Sport ha riportato un dialogo che getta un’ombra inquietante sulla gestione del finale di gara: l’arbitro Gianluca Manganiello, in un momento di alta tensione dopo l’1-1 siglato dall’Atalanta, si è rivolto al calciatore dell’Inter Dumfries – che reclamava un fallo di Sulemana nell’azione del pareggio – con una frase che suona quanto meno sconcertante. “Vai, avete ancora 10 minuti per poter vincere”, avrebbe detto il direttore di gara, cercando probabilmente di placare gli animi, ma finendo invece per alimentare il sospetto di un approccio quantomeno anomalo. Senza entrare nel merito della moviola, il CorSport sottolinea come quella frase, detta a caldo da chi dovrebbe garantire l’imparzialità, apra più di una riflessione: il tentativo di calmierare la rabbia di un calciatore si è tramutato in un’ammissione implicita – o presunta tale – che lascia spazio a ogni tipo di interpretazione, con il giudizio finale della CAN che ora si attende per valutare i contorni disciplinari della vicenda.

Il duro intervento di Viviano e le ombre sulla direzione di gara

Nel frattempo, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Emiliano Viviano, intervenuto nell’ultima puntata di *Cose Scomode* su Aura Sport. L’ex portiere, che non ha mai amato i giri di parole, ha puntato il dito con decisione contro la prestazione arbitrale: “Manganiello ha rovinato una partita”, ha dichiarato senza mezzi termini, ammettendo di aver subito insulti per le sue posizioni ma ribadendo la propria linea. Viviano, spostando il discorso sul quadro generale della stagione, ha poi offerto una chiave di lettura più ampia: secondo lui, l’obiettivo Champions dichiarato da Allegri non è mai stato una bugia, ma soprattutto, a livello di logica e di punti, il Milan oggi è più vicino al quinto posto che al primo, al di là di qualsiasi tabella mentale possano farsi i calciatori. Un’analisi, la sua, che sottolinea come il risultato di San Siro, al netto degli episodi, abbia di fatto cristallizzato una gerarchia che per i rossoneri si fa sempre più complicata.

Il verdetto della Can su Frattesi e il rigore negato

Se l’aspetto disciplinare e verbale ha catalizzato l’attenzione, il fronte tecnico ha comunque prodotto una sentenza netta. Dino Tommasi, componente della CAN A e B, è intervenuto durante la trasmissione *Open VAR* – il format in onda su Dazn frutto della collaborazione tra Lega Serie A, Figc e AIA – per fare chiarezza sugli episodi più controversi del fine settimana. E il responso non ha lasciato spazio a interpretazioni: il contatto in area tra Davide Frattesi e Giorgio Scalvini, nella sfida di San Siro, andava punito con un calcio di rigore a favore dell’Inter. Nessun dubbio, secondo Tommasi, sulla natura del fallo, che sarebbe dovuto essere sanzionato senza esitazioni. A completare il quadro, l’analisi sull’espulsione di Wesley a Como: per il componente della CAN, il contatto tra il ginocchio del calciatore e la gamba dell’attaccante rientrava nella fattispecie di una “spinta senza palla” (SPA), rendendo così corretta la doppia ammonizione.

Un pareggio che lascia il segno, tra sfide individuali e scenari di spogliatoio

A impreziosire il racconto di una domenica già tesa ci hanno pensato le immagini della Bordocam, capaci di immortalare un faccia a faccia ai limiti della rissa tra due calciatori dal passato comune: Kolarov e Djimsiti. L’ex difensore serbo, oggi dirigente o parte del staff nerazzurro (il suo ruolo specifico non viene dettagliato), e il centrale albanese dell’Atalanta si sono ritrovati a pochi centimetri l’uno dall’altro, con il primo che avrebbe intimato al secondo “mi hai preso, giuro su mia madre”. Un alterco viscerale, conclusosi senza conseguenze fisiche ma che restituisce l’idea della tensione accumulata sul terreno di gioco, dove ogni centimetro sembrava diventato terreno di conquista. Così, tra la moviola che condanna l’arbitro per il rigore non dato, la frase surreale di Manganiello diventata ormai un caso nazionale e gli animi accesi persino fuori dal campo, il pareggio tra le prime della classe si trasforma in una pagina di cronaca nera sportiva, fatta di inchieste giudiziarie interne alla Lega e sviluppi disciplinari che si annunciano inevitabili per i prossimi giorni.

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