La diffida di Dina Minna a Katia Ricciarelli sulle dichiarazioni per l’eredità di Pippo Baudo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una duplice diffida legale, formale e perentoria, è stata notificata all’ex moglie di Pippo Baudo, Katia Ricciarelli, per volontà di Dina Minna, la storica assistente del presentatore scomparso lo scorso agosto. L’atto, redatto dall’avvocato Jacopo Pensa, costituisce una richiesta ufficiale, sebbene non sia un atto giudiziale, affinché la Ricciarelli ponga fine a quelle che vengono definite ingerenze inaccettabili sulla volontà testamentaria di Baudo, la quale, com’è noto, ha incluso Minna in una suddivisione del patrimonio in tre quote di identico valore insieme ai figli Tiziana e Alessandro.
La mossa della collaboratrice, che ha scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche mantenendo un riserbo che l’ha sempre distinta, giunge come replica diretta alle parole rilasciate dalla soprano al quotidiano Il Messaggero. In quell’occasione, la Ricciarelli aveva espresso perplessità sull’equiparazione ereditaria, affermando di non ritenere "giusto che la segretaria abbia accesso alla stessa frazione di eredità dei figli". Un commento che, stando alla ricostruzione del legale, ha oltrepassato il limite della discrezione, trasformandosi in un giudizio pubblico su una materia ritenuta privata.
L’avvocato Pensa, confermando la natura e il contenuto della diffida all’Adnkronos, ha sottolineato come la sua assistita sia giunta a un livello di esasperazione tale da rendere necessario un intervento formale. "La signora Ricciarelli interferisce su questioni che non la riguardano e si permette di dare giudizi sui criteri adottati da Pippo Baudo", ha dichiarato il legale, aggiungendo che simili interventi toccano "cose ridicole, di pessimo gusto", andando a invadere la sfera di un rapporto professionale e personale ultraventennale, costruito sulla fiducia e sulla condivisione di interi decenni di carriera e di vita.




