Il disappunto di Katia Ricciarelli per l’omaggio a Pippo Baudo: “Un invito ci stava, invece chiamano la segretaria”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Alla vigilia dell’apertura del Festival di Sanremo, una polemica che non accenna a placarsi torna a incrociare i destini di chi, con Pippo Baudo, ha condiviso un pezzo di vita e di televisione. Katia Ricciarelli, soprano ed ex moglie del grande conduttore scomparso lo scorso 16 agosto, ha rotto il silenzio per esprimere tutto il suo stupore, se non un certo rammarico, per non essere stata inclusa nei piani celebrativi che Carlo Conti ha voluto dedicare alla memoria del “Pippo nazionale”. La sua, più che una critica feroce all’organizzazione, suona come una constatazione amara: diciott’anni di matrimonio, dal 1986 al 2004, e un legame che ha attraversato le scene, sembrerebbero essere stati dimenticati da coloro che oggi gestiscono l’eredità morale e affettiva del conduttore -1-3.
La scintilla che ha riacceso il confronto a distanza, fatto di dichiarazioni e controdeduzioni che vanno avanti ormai dallo scorso settembre, è la presenza annunciata in platea per la prima serata. Carlo Conti, che ha più volte ribadito come l’intera edizione del Festival sia idealmente dedicata a Baudo, ha voluto accanto a sé, tra il pubblico dell’Ariston, i figli Tiziana e Alessandro, arrivato dall’Australia per l’occasione. Con loro, seppur non seduta in platea ma dietro le quinte, ci sarà anche Dina Minna, la storica assistente che per trentasei anni è stata l’ombra professionale del conduttore, seguendolo in ogni impegno lavorativo -1-3-5. Una scelta, quella di omaggiare la figura del presentatore, che Ricciarelli non contesta nel merito, ma nella forma e nei protagonisti scelti per rappresentarlo.
Le parole della cantante lirica, rilasciate all’Adnkronos, non lasciano spazio a fraintendimenti sulla sua percezione di esclusione. «Un invito all’Ariston ci stava», ha dichiarato, specificando però che la sua richiesta non era tanto quella di apparire in qualità di “ex moglie”, ma piuttosto come artista che ha condiviso un lungo tratto di strada con Baudo, potendone quindi tracciare un ricordo autentico e diretto. Il suo disappunto, infatti, si colora di sfumature più personali quando affronta il nodo della presenza della segretaria Dina Minna, figura con cui i rapporti, già complicati ai tempi della malattia del conduttore, non sono mai stati distesi -3-5. «Mi sarei aspettata di essere chiamata, così come mi aspettavo tante altre cose che non sono avvenute», ha aggiunto con una punta di ironia amara, quasi a voler sottolineare che questo mancato invito è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che l’hanno vista spettatrice esclusa dagli eventi che hanno segnato la fine della vita di Baudo.
Le ombre del testamento e il ruolo di Dina Minna
Il vero nodo della questione, però, affonda le radici in dinamiche ben più profonde e risalenti nel tempo, che travalicano la semplice organizzazione di una serata di gala. La Ricciarelli, infatti, non si è limitata a commentare la mancata partecipazione al Festival, ma ha voluto ricollegare questo episodio a una questione che le sta particolarmente a cuore e che aveva già sollevato nei mesi scorsi, all’indomani dell’apertura del testamento di Pippo Baudo. La sua stoccata, precisa e diretta, punta dritta alla posizione di Dina Minna, definita «la segretaria», il cui ruolo nell’eredità del presentatore è stato oggetto di acceso dibattito. «Dal momento che viene invitata la segretaria», ha commentato la cantante, «avrebbero dovuto avere il coraggio di metterla vicino ai figli, visto che sono tutti e tre in testamento».
Un riferimento, quest’ultimo, alla spartizione del patrimonio di Baudo che, secondo le ricostruzioni apparse sulla stampa, ammonterebbe a diversi milioni di euro, frutto di una carriera straordinaria fatta di tredici conduzioni del Festival e numerosi altri impegni televisivi -7-9. La volontà del conduttore, messa nero su bianco, ha suddiviso l’eredità in tre parti sostanzialmente uguali destinate ai figli Tiziana e Alessandro e alla sua fedelissima assistente. Una decisione che Ricciarelli, intervistata da Il Messaggero lo scorso settembre, aveva già definito ingiusta, sottolineando come non le sembrasse corretto che una collaboratrice, per quanto storica e presente, potesse vedersi riconosciuta la stessa quota dei figli -2-4. «Non ritengo giusto che la segretaria abbia accesso alla stessa frazione di eredità dei figli», aveva dichiarato allora, aggiungendo con una battuta: «Se tutte le segretarie sono trattate così, forse ho sbagliato mestiere».
I rapporti tesi e la distanza negli ultimi anni
Queste dichiarazioni, che oggi si rinnovano con l’occasione sanremese, vanno lette alla luce di un rapporto che, negli ultimi anni di vita di Baudo, si era fatto via via più distante, se non del tutto interrotto. Ricciarelli ha più volte raccontato di non essere stata informata sulle condizioni di salute dell’ex marito, né tantomeno di aver ricevuto notizie dirette prima della sua scomparsa. «Ho appreso la notizia della morte di Pippo tramite messaggi di condoglianze scritti da amici e colleghi, la sera del 16 agosto», aveva rivelato, sottolineando l’amarezza per essere stata tenuta all’oscuro persino della malattia. L’ultimo incontro, una fredda distanza che lui stesso, forse, aveva voluto, risaliva al 2019, a un concerto all’Arena di Verona, dove i due si erano scambiati un abbraccio silenzioso, alla presenza proprio di Dina Minna.
Una distanza che, a detta della stessa Ricciarelli, sarebbe stata voluta dall’entourage del conduttore, se non dallo stesso Baudo. Al punto che, come riportato da fonti stampa, nei mesi successivi all’apertura del testamento, l’avvocato di Dina Minna aveva inviato una diffida formale alla cantante, esasperato dalle sue continue esternazioni su questioni considerate private e non di sua competenza -9. Nella diffida si sottolineava come la stessa Minna fosse esasperata da quelle che venivano definite «interferenze» in cose che non la riguardavano, e si faceva presente che la scelta di non coinvolgere Ricciarelli nelle fasi finali della vita di Baudo era stata una precisa volontà del conduttore. Una ricostruzione che cozza con il dolore della cantante, la quale si è sempre detta stupita di non aver potuto salutare un uomo con cui aveva condiviso quasi due decenni.
I figli in platea e l’omaggio silenzioso del Festival
Mentre le parole di Katia Ricciarelli riecheggiano nei corridoi del Festival, la macchina organizzativa guidata da Carlo Conti procede spedita verso la prima serata. L’omaggio a Pippo Baudo, come anticipato, sarà il cuore pulsante della serata inaugurale: un tributo che, nelle intenzioni del conduttore, vuole essere discreto e toccante, incentrato sulla figura del grande mattatore e sul suo legame indissolubile con Sanremo. In platea, pronti a raccogliere l’abbraccio del pubblico, ci saranno Tiziana e Alessandro Baudo. Tiziana, in particolare, ha già avuto modo di ringraziare per le numerose iniziative messe in campo, dalla mostra fotografica al Forte di Santa Tecla fino all’intitolazione del camerino che fu di suo padre, sottolineando come per lei sia un’emozione nuova vivere il Festival da spettatrice e non dietro le quinte, come faceva da bambina seguendo Pippo.
La presenza di Dina Minna, invece, sarà più defilata ma non meno significativa per chi conosce le dinamiche di quegli anni. L’assistente, che ha seguito personalmente anche la realizzazione di un murales dedicato a Baudo nel suo paese natale, Militello in Val di Catania, sarà dietro le quinte, in quel ruolo di raccordo e organizzazione che ha ricoperto per oltre trentacinque anni, lontana dai riflettori ma sempre operosa -1-8. Una presenza, la sua, che la Ricciarelli legge come un paradosso: l’esclusione di chi ha condiviso la vita privata e l’inclusione di chi, pur importantissimo sul piano lavorativo, rappresenta un’altra sfera dell’esistenza del conduttore. Una contrapposizione che, a sei mesi dalla scomparsa di Baudo, continua a dividere chi gli è stato vicino, trasformando un momento di raccoglimento e memoria in una nuova occasione di confronto.




