Katia Ricciarelli e il testamento di Pippo Baudo: “Ingiusto” il lascito alla segretaria

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Katia Ricciarelli, dopo il silenzio seguito alla scomparsa di Pippo Baudo, ha rotto gli indugi commentando con severità le disposizioni testamentarie dell’ex marito, da cui fu legata per diciotto anni – dal 1986 al 2004 – e al quale rimase vicina, seppur a distanza, anche dopo il divorzio formalizzato nel 2007. La nota soprano, intervistata da “Il Messaggero” in previsione di un imminente ritorno televisivo a “Verissimo”, ha espresso senza mezzi termini la sua perplessità, per non dire il suo sconcerto, riguardo alla scelta di Baudo di includere in modo così significativo la storica segretaria Dina Minna nella spartizione del suo cospicuo patrimonio, stimato intorno ai dieci milioni di euro.

“Non ritengo giusto che la segretaria abbia accesso alla stessa frazione di eredità dei figli”, ha dichiarato la Ricciarelli, sottolineando con nettezza come la scelta del presentatore appaia, dal suo punto di vista, sproporzionata. La Minna, che restò al fianco di Baudo per quasi trentasei anni, riceverebbe infatti una quota patrimoniale paragonabile a quella destinata ai figli Tiziana e Alessandro, una decisione che ha evidently suscitato più di un sopracciglio sollevato in quelle che furono le cerchie più intime del conduttore.

A turbare l’ex moglie, tuttavia, non è stata soltanto la questione economica. La Ricciarelli ha infatti rivelato, con un velo di amarezza, di essere stata tenuta all’oscuro persino delle circostanze della morte di Baudo, nonostante il lungo legame che li unì. “Non so neanche di cosa sia morto. Nulla di nulla”, ha affermato, aggiungendo di essersi aspettata “da parte di chi gli stava accanto un minimo di cortesia”, un chiaro riferimento a quella che percepisce come una mancanza di riguardo da parte dell’entourage più prossimo al presentatore nei suoi ultimi giorni.

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