Checco Zalone e San Masculo: il borgo laziale che diventa set cinematografico

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Checco Zalone, noto per la sua capacità di trasformare temi sociali in satira pungente, ha scelto un piccolo borgo della provincia di Roma per il suo ultimo lavoro. San Masculo, il paese che dà il titolo al video L’ultimo giorno di patriarcato, non è un luogo inventato, ma esiste davvero: si tratta di Castel San Pietro Romano, un comune che, con le sue stradine antiche e i muri ricoperti di manifesti, ha offerto lo sfondo perfetto per una narrazione ironica e al tempo stesso significativa.

Il video, pubblicato in occasione della Giornata internazionale della donna, ha immediatamente catturato l’attenzione del pubblico, non solo per la comicità tipica di Zalone, ma anche per il modo in cui affronta un tema delicato come il patriarcato. L’attore pugliese, nei panni di un uomo che si ritrova a fare i conti con un mondo in cui i ruoli tradizionali sono ribaltati, ironizza sulle difficoltà di adattamento a una realtà in cui le donne hanno conquistato spazi di autonomia. Cucinare, stirare, gestire le faccende domestiche diventano per lui una serie di disastri comici, mentre rimpiange i “bei tempi d’oro” in cui gli uomini dettavano le regole.

La scelta di Castel San Pietro Romano come set non è casuale. I borghi della provincia di Roma, con il loro fascino antico e la loro atmosfera sospesa nel tempo, sono sempre più spesso utilizzati come location per produzioni cinematografiche e musicali. Pochi mesi fa, Damiano David dei Måneskin aveva girato a Velletri il videoclip del suo nuovo singolo, confermando come questi luoghi siano ideali per raccontare storie che uniscono tradizione e modernità.

Il video di Zalone, però, non si limita a far ridere. La satira, come spesso accade, serve a smuovere reazioni emotive profonde, a far riflettere su questioni che, pur essendo parte del dibattito pubblico, vengono spesso affrontate con toni seriosi o polemici. E mentre qualcuno critica l’approccio dell’attore, ritenendolo troppo leggero per un tema così complesso, altri ne apprezzano proprio la capacità di sdrammatizzare, di portare alla luce contraddizioni e stereotipi attraverso il riso.

Entrando in redazione, mi è capitato di sentire commenti contrastanti. C’è chi, come la collega Sabina Montevergine, ha espresso perplessità sul messaggio veicolato dal video, e chi invece ha sottolineato come la comicità sia uno strumento potente per affrontare temi spinosi. Quando si comincia a scherzare su una problematica sociale, è segno che si è avviato un percorso di superamento, che quella questione è entrata a far parte del dibattito collettivo in modo più maturo.

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