A Lecco arrestato un 20enne insospettabile: in casa manuali per costruire bombe
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Redazione Interno
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"Mohamed un terrorista? Non scherziamo". Chi lo conosceva bene fatica a crederlo, eppure gli inquirenti non hanno dubbi. Mohamed Ghonim, studente egiziano di 20 anni residente a Montevecchia, in provincia di Lecco, è stato arrestato con l’accusa di detenzione di materiale a fini di terrorismo. Un episodio che ha lasciato sgomenti i vicini, i quali lo descrivono come un ragazzo gentile, ben integrato, perfino poco interessato alla religione.
Quella che emerge dalle indagini, però, è un’altra storia. Durante la perquisizione nel suo appartamento di via San Francesco, la Digos di Milano e gli agenti della questura di Lecco hanno rinvenuto manuali per la costruzione di ordigni esplosivi, video di propaganda dell’Isis e corsi online di addestramento al combattimento. Sul suo smartphone, inoltre, erano archiviati documenti operativi per la fabbricazione di bombe artigianali, oltre a una quantità significativa di materiale jihadista.
Il blitz, scattato mercoledì mattina all’alba, ha rivelato una doppia vita che pochi avrebbero sospettato. Ghonim, iscritto a Farmacia all’università di Milano, era attivo come amministratore di un canale social dedicato alla propaganda dello Stato Islamico, attraverso il quale – secondo gli investigatori – avrebbe mantenuto contatti con esponenti del gruppo terroristico.
A stupire, più dei reati contestati, è il ritratto che ne fanno coloro che lo frequentavano. "Era una persona a modo, tranquilla", racconta un vicino, mentre altri sottolineano la sua apparente normalità. Un contrasto che rende il caso ancora più inquietante, dimostrando come il reclutamento jihadista possa celarsi dietro facciate inattaccabili.




