Francia sull'orlo della crisi istituzionale, il voto dell'8 settembre decide le sorti di Bayrou

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Francia, già alle prese con una pesante crisi economica caratterizzata da un debito pubblico in crescita e da uno spread che inizia a destare preoccupazione, si appresta ad affrontare una delle prove più delicate per la sua stabilità politica. Il prossimo 8 settembre, l’Assemblea Nazionale sarà chiamata a esprimersi su una mozione di sfiducia che, se approvata, determinerebbe non soltanto la fine dell’esperienza governativa di François Bayrou, ma rappresenterebbe anche una pericolosa scossa tellurica per le fondamenta stesse della Quinta Repubblica. Un dettaglio costituzionale non secondario – che prevede solo voti di sfiducia e non di fiducia – accentua la posta in gioco, trasformando la procedura in un vero e proprio banco di prova per la tenuta dell’esecutivo.

In questo clima di incertezza, le consultazioni portate avanti dal primo ministro non hanno sortito l’effetto sperato di compattare una maggioranza. Al contrario, l’annuncio del voto ha apparentemente precluso ogni spazio di mediazione, come dimostrano le dure parole di Raphael Glucksmann, capolista socialista alle Europee. Il leader di Place publique ha dichiarato, al termine degli incontri, che la sinistra moderata non intende «firmare assegni in bianco», sottolineando come la mossa di Bayrou abbia di fatto «cancellato ogni possibilità di negoziato». Una presa di posizione che isola ulteriormente una figura già molto esposta.

L’isolamento di Bayrou, che Macron tenta di contrastare persino ricorrendo a un pranzo all’Eliseo nella speranza di scongiurare l’irreparabile, appare sempre più marcato. A confermarlo è anche l’atteggiamento intransigente tenuto dal Rassemblement National, che ha ribadito la sua intenzione di votare a favore della sfiducia. Questo scenario, che vede contrapposti gli estremismi di destra e le frange più radicali della sinistra, rischia di paralizzare il Paese in un momento in cui, al contrario, sarebbe necessaria una guida ferma e condivisa per affrontare le turbolenze dei mercati.

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