Il caro-voli di Natale 2025: tariffe alle stelle e "sold out" per le isole
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Redazione Economia
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Con l’avvicinarsi delle festività, che segnano la consueta chiusura di scuole e uffici, si ripropone puntuale, e con cifre da record, il fenomeno del caro-voli nazionale, un vero e proprio scotto che i viaggiatori, in particolare quelli diretti verso le due isole maggiori, si trovano a pagare per ricongiungersi con i propri cari. Assoutenti, l’associazione per la tutela dei consumatori, ha fotografato una situazione dai contorni critici, dove l’impennata dei prezzi, che possono sfiorare persino gli 800 euro per una tratta a/r, si intreccia ineluttabilmente con la scarsità di posti disponibili, creando una tempesta perfetta per chi deve organizzare gli spostamenti. Le tratte che collegano gli scali del Nord Italia alla Sicilia e alla Sardegna sono quelle maggiormente sotto pressione, con dinamiche di prezzo che, come sottolineano i dati, mostrano escursioni vertiginose se si confrontano le tariffe delle date "calde" con quelle di bassa stagione: un volo di sola andata su Milano-Palermo, ad esempio, arriverà a costare 170 euro domenica 23 dicembre, mentre per percorrere la stessa identica rotta il 13 gennaio bastano appena 17 euro.
Il "muro" dei sold out e la continuità territoriale
La forbice tariffaria, tuttavia, rappresenta solo una parte del problema, poiché a complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la progressiva evaporazione dei biglietti acquistabili. Molti dei voli più richiesti, infatti, risultano già esauriti, condannando a un’amara frustrazione coloro i quali hanno programmato con ritardo il rientro. È il caso, emblematico, delle partenze da Milano verso la Sardegna nel weekend immediatamente precedente il Natale: sabato 20 e domenica 21 dicembre si scontrano ormai contro il cartello del "sold out" per qualsiasi orario, lasciando a disposizione, nei giorni adiacenti, opzioni davvero esigue, spesso limitate a un unico volo mattutino. Una situazione che riaccende i riflettori, e non potrebbe essere altrimenti, sui annosi limiti del sistema di continuità territoriale, il quale, nonostante le polemiche e le promesse, continua a mostrare la corda proprio nel momento di massima domanda, rendendo estremamente difficile, per non dire proibitivo, il desiderio di tornare nell’isola per le feste.
La stangata a 360 gradi: treni e carburanti
L’ondata di rincari, del resto, non risparmia neppure le alternative di viaggio su rotaia o su gomma, configurandosi come un aumento generalizzato dei costi della mobilità nel periodo più sensibile dell’anno. Secondo l’associazione, anche le tariffe ferroviarie e i prezzi alla pompa dei carburanti risultano in netta salita, sebbene l’asticella più alta sia raggiunta senza dubbio dal trasporto aereo. Il meccanismo che si innesca è noto e dipende, in larga misura, dalle semplici leggi della domanda e dell’offerta: l’enorme picco di persone che decidono di spostarsi da nord a sud, e viceversa, per tornare alle proprie radici familiari o per concedersi una pausa, spinge inevitabilmente gli operatori di settore a gonfiare i listini, approfittando di una richiesta che, in quelle specifiche finestre temporali, risulta anelastica e pressoché obbligata.
Le cifre della trasferta festiva
A titolo esemplificativo, l’associazione ha calcolato il costo di un ipotetico viaggio di andata e ritorno nel cuore delle feste, con partenza fissata alla Vigilia e rientro dopo l’Epifania. I risultati sono significativi: per volare da Torino a Palermo, nel periodo compreso tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, si dovranno preventivare come minimo 505 euro; una cifra analoga, 492 euro, è quella necessaria per collegare Pisa a Catania. Si tratta di importi che, per molte famiglie, rappresentano una voce di spesa cospicua e che delineano un panorama in cui la libertà di movimento durante le ricorrenze più sentite diventa, di fatto, un privilegio sempre più condizionato dalla disponibilità economica individuale.




