Danza sportiva, l’inchiesta che scuote la federazione e il Coni: Lunetta si difende: «Io sempre integra»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   «Sento il dovere di condividere con voi il mio punto di vista sugli ultimi accadimenti della vicenda giudiziaria che ha investito la nostra Federazione». Comincia così il video pubblicato da Laura Lunetta, presidente della Federazione Italiana Danza Sportiva (Fidems), nel tentativo di arginare la tempesta sollevata dall’indagine della Procura di Roma. La sua, lo ha dichiarato senza mezzi termini, è una presa di posizione netta: «Nutro la massima fiducia nell’operato della magistratura e auspico che ogni verifica sia compiuta e nessun dubbio rimanga su quello che per me rappresenta lo sport più bello del mondo, la danza sportiva, cui ho dedicato la mia intera vita da atleta prima e da dirigente ora con la serietà, l’integrità e l’onestà che da sempre guidano il mio impegno nello sport». Parole che arrivano in un momento particolarmente delicato, mentre gli inquirenti mettono sotto la lente presunti favoritismi, arbitraggi pilotati e un sistema di controllo – quello del Coni – finito a sua volta nell’occhio del ciclone.

Il dossier dimenticato che inchioda i vertici: «Il Coni sapeva tutto da cinque anni»

A complicare ulteriormente la posizione non sono solo le carte giudiziarie dell’inchiesta capitolina, ma anche un documento riservato di dieci pagine, mai reso pubblico, che risale al 18 ottobre 2021. All’epoca, va ricordato, alla guida della Fidems c’era Renzo Resciniti – che poi si sarebbe dimesso – e quel fascicolo fu indirizzato sia ai vertici federali sia all’Ufficio di Vigilanza del Coni stesso. Il contenuto, secondo quanto emerso, descriverebbe un quadro di irregolarità già allora evidenti: un “omesso controllo” che getta un’ombra lunga anche sulla gestione precedente di alcuni uffici dell’ente di Palazzo H. Per questo motivo il dossier viene definito da più parti come la “prova” che il Coni fosse a conoscenza di molte dinamiche oggi oggetto di contestazione, senza che siano stati attivati tempestivamente i dovuti meccanismi correttivi.

La testimonianza chiave: «Riunioni in bagno e arbitri addestrati per favorire i ballerini»

Tra i testimoni che hanno fornito elementi decisivi agli inquirenti spicca la voce di Alessandro La Gamba, maestro di danza pisano di 63 anni – oltre quaranta dei quali passati a insegnare – che non ha usato giri di parole. «Immaginate una partita di Serie A arbitrata dall’allenatore di una delle due squadre, scelto dalla federazione su indicazione della stessa squadra», ha dichiarato, chiedendo di visualizzare la scena per capire l’essenza del problema. Il suo racconto descrive un sistema parallelo fatto di messaggi criptati e riunioni improvvisate persino nei bagni, momenti nei quali gli arbitri – secondo la sua denuncia – ricevevano istruzioni precise su come favorire alcuni atleti rispetto ad altri. La Gamba, le cui deposizioni hanno fornito un contributo sostanziale all’avvio della fase istruttiva, ha definito l’inchiesta penale «sacrosanta», arrivando a sostenere che senza quel quadro normativo coercitivo non si sarebbe mai fatta chiarezza su una prassi consolidata da anni.

Le reazioni istituzionali e il nodo della vigilanza federale

Sullo sfondo, ma senza che se ne tragga alcuna conclusione affrettata, resta il dato politico-sportivo: il ministro Abodi ha dichiarato che «non c’è spazio per chi mortifica lo sport», un’affermazione che calza a pennello con il clima di sospetto che avvolge la disciplina. L’indagine non si limita ad accertare singoli episodi di malcostume, ma interroga il meccanismo stesso della vigilanza interna: come è possibile, si chiedono gli investigatori, che un documento riservato del 2021 sia rimasto sepolto senza innescare provvedimenti? La posizione della presidente Lunetta – la quale si professa estranea ai fatti contestati e rivendica una condotta sempre trasparente – dovrà ora fare i conti con le risultanze delle carte, mentre la procura continua a raccogliere testimonianze e a verificare la mole di messaggi, verbali e riunioni informali descritte da chi, come La Gamba, ha deciso di rompere il muro di omertà.

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