Acconto IVA dicembre 2025, scatta il termine unico per il riversamento all’Erario

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento firmato il 16 dicembre, ha fissato un regime straordinario – e una scadenza perentoria – per il riversamento delle somme relative all’acconto dell’imposta sul valore aggiunto che scade, per quest’anno, il prossimo 29 dicembre. La direttiva, che porta il numero di protocollo 577031/2025 e che è stata emessa dopo il necessario via libera del Ministero dell’Economia e della Banca d’Italia, disciplina in maniera uniforme l’operato di tutti gli intermediari convenzionati, dai quali dipende il successivo trasferimento delle risorse nelle casse dello Stato. Una procedura, questa, che assume una rilevanza particolare in considerazione del posticipo della scadenza al lunedì, stante la coincidenza della data canonica del 27 dicembre con un sabato, e che mira a garantire la regolarità dell’intero iter di riscossione entro la fine dell’anno solare.

Le modalità di versamento e il ruolo degli intermediari il provvedimento, il cui tenore si applica a banche, uffici postali, istituti di pagamento e agli agenti della riscossione, stabilisce una tempistica unica per il riversamento all’Erario, andando così a derogare – per questa specifica fattispecie – alle clausole temporali ordinarie contenute nelle singole convenzioni. Queste ultime, infatti, prevedono di solito tempi differenziati in base al canale utilizzato dal contribuente per effettuare il pagamento, che può essere di tipo cartaceo, telematico mediante i servizi dell’intermediario stesso, o telematico attraverso i portali dell’Agenzia. La scelta di armonizzare i termini, concentrando l’adempimento in un’unica finestra temporale, risponde all’esigenza di assicurare certezza e celerità al flusso di cassa verso il bilancio pubblico, in un momento dell’anno tradizionalmente caratterizzato da una mole significativa di versamenti.

Il calcolo della somma dovuta e le opzioni a disposizione quanto all’entità dell’acconto, che rappresenta un obbligo per tutti i soggetti passivi tenuti alle liquidazioni periodiche IVA – siano esse mensili o trimestrali –, l’Amministrazione finanziaria continua a mettere a disposizione dei contribuenti diversi metodi di calcolo, tra i quali è possibile optare in base alla convenienza. Il metodo cosiddetto “storico” si basa sull’ammontare dell’acconto versato l’anno precedente, mentre quello “previsionale” fa riferimento all’IVA dovuta per il periodo d’imposta in corso. Esiste, infine, la possibilità di ricorrere al calcolo “analitico”, che determina l’importo sulla base delle effettive operazioni realizzate nel primo periodo di liquidazione dell’anno. Una gamma di alternative, queste, che permette di modulare l’onere in relazione alla dinamica dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo.

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