Scade il 1° dicembre l'acconto Irpef di novembre, stop alla rateizzazione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il versamento dell’acconto Irpef di novembre, che costituisce uno degli appuntamenti fiscali più significativi dell’anno, vedrà la sua scadenza slittare al prossimo 1° dicembre, data che subentra automaticamente al 30 novembre cadendo quest’ultimo di domenica. Questo pagamento, è bene ricordarlo, non va a incrementare il carico fiscale complessivo ma anticipa una porzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, il cui ammontare definitivo sarà determinato soltanto in sede di dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Le regole per l'importo dovuto

Le modalità di adempimento sono state definite in base alla somma che si è tenuti a corrispondere. Coloro i quali hanno un debito inferiore a 257,52 euro sono chiamati a saldare l’intero importo in un’unica soluzione entro la nuova scadenza del 1° dicembre. Qualora, invece, la cifra dovuta risulti pari o superiore a quella soglia, il pagamento viene suddiviso in due tranche distinte: una prima quota, corrispondente al 40%, la cui scadenza era già fissata al 30 giugno insieme al saldo dell’imposta precedente, e la parte restante, pari al 60%, che deve essere ora versata entro il primo giorno del mese di dicembre.

Il quadro complessivo delle scadenze

La medesima data del 1° dicembre riguarda anche il secondo acconto per altre imposte, come l’Ires e l’Irap, completando così un quadro di obblighi simultanei per molti contribuenti. Per alcuni di essi, che hanno optato per la rateizzazione del primo acconto così come previsto dalla normativa, è inoltre prevista un’ulteriore scadenza il 16 dicembre, dedicata specificamente al pagamento della sesta rata.

L’appuntamento per i forfettari

Un capitolo a parte interessa i titolari di partita Iva che aderiscono al regime forfettario, i quali sono tenuti a versare, sempre entro il 1° dicembre, il secondo acconto dell’imposta sostitutiva. Quest’ultima, applicata con l’aliquota del 15% – che si riduce al 5% per le nuove attività avviate in determinate condizioni –, non prevede, almeno allo stato attuale, la possibilità di frazionare l’importo in rate successive, configurando quella che viene informalmente definita come una sorta di “tax day” dedicato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.