Acconto Iva 2025, entro il 29 dicembre la scadenza per gli enti locali e i professionisti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si avvicina, fissata per lunedì 29 dicembre, la scadenza per il versamento dell’acconto Iva relativo all’anno 2025, un appuntamento che riguarda una platea estesa di contribuenti. L’obbligo, che grava sulla generalità dei soggetti passivi d’imposta – dagli imprenditori individuali alle società, fino ai lavoratori autonomi –, coinvolge, in una disposizione di particolare rilievo, anche gli enti locali per la parte concernente la loro attività commerciale. Una precisazione fondamentale li esenta, tuttavia, dal computo dei versamenti effettuati con il codice tributo 620E, riservato allo split payment istituzionale, il cui meccanismo rimane dunque distinto e separato.

Le tre vie per il calcolo

La determinazione dell’importo da versare, operazione che richiede una valutazione attenta da parte del contribuente assistito dal proprio consulente, non segue un percorso univoco. La normativa, infatti, offre la possibilità di optare per uno fra tre differenti metodi di calcolo, ciascuno dei quali presenta proprie caratteristiche e convenienze applicative. Il cosiddetto metodo storico, quello più frequentemente adottato, impone un versamento pari all’88% di una base di riferimento, la quale varia a seconda della periodicità di liquidazione Iva del soggetto. Accanto a questo, il contribuente può scegliere la via previsionale, che si fonda su una stima delle operazioni future, oppure ricorrere al metodo analitico, basato su un calcolo puntuale dell’imposta presumibilmente dovuta per il periodo successivo.

La comunicazione ai clienti

Proprio per la complessità insita in questa scelta e per supportare i professionisti nel loro ruolo di assistenza, vengono spesso predisposti, dagli studi di consulenza, modelli di lettera informativa da inviare alla propria clientela. Questi documenti, come quello recentemente elaborato da uno studio, hanno l’obiettivo di riepilogare in modo sintetico ma esaustivo il quadro normativo, delineando con chiarezza sia i soggetti obbligati sia quelli esclusi. La circolare non si limita a un mero riassunto delle regole, ma sollecita un confronto diretto con il cliente per vagliare insieme le opzioni disponibili, definire la modalità di calcolo più favorevole e programmare, se necessario, le operazioni per un eventuale ricalcolo degli acconti stessi.

Soggetti obbligati e termini

In estrema sintesi, l’obbligo del versamento si applica a tutti i titolari di partita Iva che, alla chiusura del periodo d’imposta precedente, ovvero il 2024, hanno registrato un debito Iva. La scadenza del 29 dicembre, che sostituisce di fatto il 27 caduto di sabato, rappresenta dunque l’ultimo giorno utile per adempiere a questo onere fiscale, un passaggio che, seppur tecnico, costituisce un tassello fondamentale nella gestione finanziaria delle attività imprenditoriali e professionali, comprese quelle commerciali svolte dagli enti pubblici territoriali.

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