Versamento dell’acconto Iva 2025, scadenza il 29 dicembre: metodi e novità del Codice incentivi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I soggetti titolari di partita Iva che operano nel regime ordinario, e che quindi sono tenuti alle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto, devono provvedere al versamento dell’acconto per l’anno fiscale 2025 entro lunedì 29 dicembre. La scadenza, che originariamente sarebbe caduta il giorno 27, è stata infatti posticipata al primo giorno lavorativo utile, in quanto il sabato non è considerato valido ai fini degli adempimenti tributari. L’obbligo, disciplinato dal D.P.R. n. 633 del 1972, concerne in particolare coloro che esercitano attività d’impresa, artistiche o professionali, mentre ne risultano esclusi i contribuenti che aderiscono al regime forfettario, i quali non sono chiamati a questo specifico versamento.

Modalità di calcolo e versamento

Per determinare l’importo da corrispondere all’erario, il legislatore fiscale mette a disposizione tre metodi alternativi, ciascuno dei quali presenta caratteristiche peculiari. Il primo, definito “storico”, si basa sull’acconto versato l’anno precedente, offrendo una soluzione di semplice applicazione per chi non ha subito rilevanti variazioni nell’attività. Il secondo, di tipo “analitico”, calcola l’acconto come una percentuale – solitamente l’88% – dell’imposta effettivamente dovuta per l’anno in corso, richiedendo quindi un’attenta valutazione dei dati già in possesso del contribuente. Il terzo approccio, infine, è quello “previsionale”, il quale si fonda su una stima dell’Iva che si prevede di dovere per l’anno successivo, e che richiede una proiezione attenta del proprio giro d’affari. Il pagamento deve essere effettuato utilizzando il modello F24, senza l’applicazione di alcuna maggiorazione per interessi, inserendo il codice tributo 6013 per le liquidazioni mensili oppure il codice 6035 per quelle trimestrali.

Le novità introdotte dal Codice degli incentivi

Un elemento di rilievo, che si interseca con il quadro degli obblighi fiscali, è stato recentemente introdotto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cosiddetto Codice degli incentivi. Tale provvedimento, come evidenziato, interviene modificando la disciplina delle sanzioni per le imprese inadempienti, soprattutto in relazione ad alcuni obblighi specifici. In particolare, viene stabilito che l’inadempimento all’obbligo – previsto dalla legge di bilancio 2024 – di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali, non ostacoli automaticamente l’accesso ad alcune agevolazioni fiscali e contributive definite “automatizzate”. Questa modifica, di fatto, separa le conseguenze di un determinato inadempimento dalla fruizione di altri benefici, in un’ottica che sembra voler semplificare l’accesso ai sostegni senza per questo eliminare la sanzione per la mancata copertura assicurativa.

Un quadro in evoluzione per le imprese

La scadenza del 29 dicembre, quindi, si colloca in un contesto normativo in costante aggiornamento, dove agli obblighi consolidati – come quello del versamento dell’acconto Iva, che procede secondo le consuete modalità – si affiancano nuove discipline che cercano di modulare in maniera più articolata il rapporto tra l’impresa e gli adempimenti. La scelta del metodo di calcolo per l’acconto rimane una decisione strategica, che deve tener conto della volatilità dei ricavi e della stabilità del proprio modello di business. Allo stesso tempo, la recente evoluzione legislativa suggerisce una tendenza a valutare gli inadempimenti in maniera più settoriale, senza che la violazione di un obbligo comporti necessariamente una preclusione generalizzata ad altri istituti, come appunto le agevolazioni automatiche, il cui iter resta dunque separato.

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