Fibercop, domani il tavolo con i sindacati su uscite volontarie e nuovo piano industriale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il confronto sociale in Fibercop si intensifica, in uno snodo cruciale per la transizione del settore delle telecomunicazioni italiane. Domani, infatti, è previsto un nuovo incontro tra la società, controllata da Tim e fondata per gestire la rete di accesso in rame e in fibra, e le organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, per affrontare due temi centrali e strettamente interconnessi. Sul tavolo, come riportato dal Sole 24 Ore, verrà posto un nuovo pacchetto di uscite volontarie basato sull'articolo 4 della legge Fornero, misura che si inscrive nel più ampio e complesso percorso verso il decommissioning della rete in rame, fissato al 2035, un processo che necessita di essere accompagnato da misure idonee per il personale coinvolto.

La svolta wholesale only e il nuovo assetto di mercato

Questo percorso di trasformazione aziendale si interseca con una svolta regolatoria di ampia portata. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, infatti, ha espresso un parere secondo cui FiberCop possa considerarsi un operatore "wholesale only", ovvero separato in modo netto dagli operatori retail che vendono servizi di connettività fissa ai consumatori finali. Una decisione che mira a superare una struttura storica del mercato, dove i grandi operatori, Tim in primis, hanno controllato per decenni sia l'infrastruttura fisica sia la vendita dei servizi al dettaglio. In tale quadro, un gestore alternativo che volesse competere era costretto a transitare necessariamente attraverso le reti dell'incumbent, esponendosi talvolta a potenziali situazioni di svantaggio in termini di tempistiche di attivazione, qualità del servizio offerto e accesso alle informazioni tecniche necessarie.

L'intesa raggiunta sulle uscite volontarie

Proprio in questa cornice di cambiamento epocale, Fibercop e i sindacati hanno già trovato un primo, significativo accordo sulle politiche del personale. Al termine di un recente incontro, le parti hanno siglato un'intesa che prevede la possibilità di uscite volontarie per un numero che può arrivare fino a 1800 unità, sebbene l'obiettivo aziendale dichiarato sia di centrarne circa 800. L'accordo, che esclude alcune aree specifiche per garantire la continuità operativa, rappresenta uno strumento volto a gestire la transizione condivisa verso il nuovo modello di business, mitigando l'impatto sociale di un processo industriale inevitabile.

Il piano industriale presentato alle organizzazioni di categoria

Le linee guida di questa trasformazione sono state illustrate ai sindacati anche nel corso di un altro incontro tenutosi a gennaio, nel quale la direzione aziendale ha presentato le linee guida del piano industriale. In quell'occasione, sono stati ripercorsi i risultati del 2025, caratterizzati da investimenti complessivi pari a circa tre miliardi di euro e dalla posa di circa ventisette milioni di chilometri di fibra ottica sul territorio nazionale. Un impegno economico e infrastrutturale di enorme entità, che delinea il futuro dell'azienda non più come mero gestore di una rete obsoleta, ma come architetto neutrale della dorsale in fibra del Paese, con un focus dichiarato sugli investimenti, sullo sviluppo della rete di nuova generazione e su programmi di formazione e aggiornamento professionale per i dipendenti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.