Unicredit, l’accordo con i sindacati apre a 1.130 uscite volontarie e altrettante assunzioni
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Redazione Economia
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Il gruppo guidato da Andrea Orcel ha chiuso una trattativa che, almeno sulla carta, ridisegna i contorni dell’occupazione interna senza ricorrere a misure unilaterali o traumatiche. Unicredit, dopo settimane di interlocuzioni serrate con le organizzazioni sindacali (Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin), ha siglato un’intesa che prevede l’accesso volontario al Fondo di Solidarietà di settore per 1.130 dipendenti. Questi lavoratori, condizione indispensabile per potersi avvalere della procedura, maturano il primo requisito pensionistico entro il 1° maggio 2032: una finestra temporale ampia, che consente una pianificazione graduale delle uscite.
A breve, stando a quanto emerso, la banca comunicherà agli aventi diritto l’apertura della piattaforma informatica per presentare domanda di adesione. Il meccanismo, spiegano le fonti sindacali, applica il criterio della “maggior prossimità alla decorrenza del trattamento pensionistico”: in parole povere, tra i potenziali candidati verranno selezionati prioritariamente coloro che sono più vicini al traguardo della pensione, un dettaglio non secondario per evitare fughe anticipate di risorse ancora pienamente produttive.
L’ingranaggio del ricambio generazionale: un’assunzione per ogni uscita
L’elemento che più qualifica l’accordo, al di là delle cifre, è la clausola del “ricambio uno a uno”. A fronte di ogni uscita volontaria, infatti, Unicredit si impegna ad assumere un giovane. Non si tratta, sottolineano i rappresentanti dei lavoratori, di una promessa generica: il meccanismo è vincolato numericamente alle 1.130 uscite, il che garantirebbe un flusso altrettanto consistente di nuovo impiego stabile. La segretaria generale nazionale aggiunta di First Cisl, Sabrina Brezzo, ha parlato di una trattativa che conferma l’impegno del sindacato per soluzioni capaci di coniugare la volontarietà delle uscite – nessuno viene spinto fuori – con un corretto ricambio generazionale. Parole analoghe sono arrivate dal segretario nazionale della Uilca, Giuseppe Bilanzuoli, che ha definito l’intesa “di assoluto valore” perché garantisce numeri altissimi di nuova e buona occupazione e assicura un impiego stabile nel credito.
Le dichiarazioni sindacali tra volontarietà e stabilità occupazionale
È interessante notare come i rappresentanti delle sigle abbiano insistito sulla natura non traumatica dell’operazione. “Volontarietà” e “incentivi” sono i termini che ricorrono con maggiore frequenza nei comunicati diffusi dopo la firma. Nessuna delle parti ha menzionato criticità residue o ipotizzato scenari di ripensamento: l’accordo è stato sottoscritto unitariamente, a testimonianza di una convergenza che, nel settore del credito, non sempre è scontata. I 1.130 lavoratori coinvolti potranno scegliere tra il pensionamento diretto – se in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi – oppure l’accesso al Fondo esuberi, uno strumento che storicamente ha accompagnato le ristrutturazioni bancarie senza alimentare tensioni sociali di rilievo.
La procedura operativa e i tempi delle adesioni
Resta da vedere la velocità con cui si concretizzeranno le domande. L’apertura dell’applicativo aziendale, annunciata per i prossimi giorni, darà il via a una finestra temporale entro cui i dipendenti interessati dovranno manifestare la propria disponibilità. L’azienda, dal canto suo, ha già predisposto i meccanismi per incrociare le richieste con le uscite effettive e le contestuali assunzioni. Nessuna indiscrezione, per ora, sulla distribuzione geografica degli esuberi volontari o sulle filiali maggiormente interessate. Quel che è certo, sulla base dei fatti comunicati, è che il perimetro dell’intesa copre l’intero gruppo e che l’obiettivo dichiarato – evitare licenziamenti e ringiovanire la forza lavoro – trova in questo accordo una delle sue applicazioni più strutturate degli ultimi anni.




