Bomba a Rovereto, attivo il numero verde in vista del disinnesco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il piano per la messa in sicurezza del territorio, definito in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo il ritrovamento dell'ordigno nell'area ex Cofler, entra nella sua fase operativa cruciale. Per i cittadini che dovranno lasciare le proprie abitazioni, sarà allestita un’area di accoglienza presso il Centro addestrativo della Protezione civile a Marco di Rovereto, una struttura la cui gestione è affidata alla Protezione civile del Trentino. A supportare l’operazione, fondamentale si rivela l’apporto dei volontari dell’Associazione Protezione civile ANA Trento, della Croce Rossa Italiana - Comitato Trento, degli Psicologi per i popoli del Trentino e degli scout dell’Agesci, i quali assicureranno assistenza pratica e supporto.

Le misure viabilistiche e le evacuazioni

L’ordinanza viabilistica, che è stata diffusa insieme a una mappa dettagliata, stabilisce il divieto assoluto di accesso, se non per mezzi autorizzati, alle zone rosse e gialle a partire dalle ore 7 della mattina di domenica 11 gennaio. Le autorità, le quali hanno pubblicato anche un volantino riassuntivo e un elenco minuzioso di vie e numeri civici, invitano la cittadinanza a verificare la propria posizione rispetto alla zona interdetta, onde evitare disagi e garantire la massima sicurezza durante le delicate operazioni.

Il servizio di assistenza attivato

Da oggi è attivo e operativo il numero verde 800 86 73 88, uno strumento dedicato all’assistenza della popolazione direttamente coinvolta nell’evacuazione. Il servizio, gestito in collaborazione tra la Protezione civile del Trentino e il Comitato di Trento della Croce Rossa, ha il compito di raccogliere le adesioni al centro di accoglienza, di organizzare i trasporti per chi ne avesse necessità e di rispondere a tutte le richieste di chiarimento, coordinando così un’operazione logistica complessa che riguarda un numero significativo di persone.

Il contesto del ritrovamento

L’ordigno, una bomba d’aereo risalente al secondo conflitto mondiale, è stato rinvenuto in un’area industriale dismessa, un fatto che non costituisce una rarità in molte regioni del Nord Italia, segnate dai pesanti bombardamenti dell’epoca. Procedimenti simili, che richiedono estrema cautela e un protocollo consolidato da parte degli artificieri, sono stati portati a termine in numerose altre occasioni, senza però mai poter abbassare la guardia dinanzi al potenziale pericolo che questi residuati bellici, dopo decenni nel sottosuolo, ancora rappresentano.

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