Rovereto, disinnescata la bomba della seconda guerra mondiale: riaperta la zona rossa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sirena, attorno alle 13.30 di domenica 11 gennaio, ha dato il segnale ufficiale che l'operazione, pianificata con meticolosa precisione, si era conclusa nel migliore dei modi. Poco prima delle 13, infatti, il disinnesco dell'ordigno bellico rinvenuto nei giorni scorsi nell'area ex Cofler, tra via Maioliche e via Ronchi, era stato portato a termine dagli specialisti del Genio guastatori dell'Esercito, i quali hanno proceduto al recupero e al trasporto del pericoloso residuo bellico. Un'operazione complessa, che ha richiesto l'evacuazione di oltre seimila residenti all'interno di un'area di sicurezza di 591 metri di raggio, designata come "zona rossa", e l'istituzione di una ulteriore "zona gialla" con divieto di circolazione all'aperto, a tutela della pubblica incolumità.

Il trasporto verso la cava e il brillamento controllato

Una volta reso sicuro per il trasporto, l'ordigno è stato caricato su un mezzo speciale che lo ha condotto, scortato dalle forze dell'ordine, verso la destinazione finale per la sua neutralizzazione definitiva. La bomba d'aereo, risalente al secondo conflitto mondiale, ha così raggiunto la cava di Pilcante, nel comune di Ala, un sito predisposto e isolato per questo genere di interventi. Lì, in condizioni di massima sicurezza, è stato effettuato il brillamento controllato, procedura standard che elimina definitivamente la minaccia attraverso una detonazione in ambiente confinato. Un passaggio tecnico cruciale, che chiude il cerchio di un'attività di bonifica diventata, purtroppo, quasi di routine in diverse parti d'Italia, dove il sottosuolo continua a restituire testimonianze tragiche dei bombardamenti del passato.

Lo scioglimento delle misure di emergenza

Conclusa la fase del brillamento, le autorità hanno potuto immediatamente revocare le ordinanze di protezione civile che avevano imposto limitazioni significative alla vita della città. La riapertura della "zona rossa", avvenuta alle 13.28, ha permesso ai cittadini evacuati di fare ritorno alle proprie abitazioni, riappropriandosi della normalità dopo una mattinata di apprensione e di attesa. Contestualmente, è stato sciolto anche il Centro operativo comunale (COC), attivato presso il comando della Polizia locale di Rovereto per coordinare sul territorio tutte le fasi dell'intervento, dal piano di evacuazione alla gestione del traffico e dell'ordine pubblico durante le delicate operazioni.

Il dispiegamento di forze e la conclusione dell'emergenza

Il cosiddetto "bomba day" a Rovereto, nonostante l'inevitabile disagio per la popolazione coinvolta, si è dunque svolto senza intoppi, frutto di una sinergia efficace tra forze armate, polizia, vigili del fuoco, protezione civile e amministrazione comunale. Il maxi dispiegamento di uomini e mezzi, attivato a partire dalle prime ore della mattinata con lo scattare della "zona rossa" alle 7 e l'avvio delle operazioni tecniche alle 9, ha garantito che ogni fase procedesse secondo i piani stabiliti. La conclusione positiva dell'emergenza sottolinea, ancora una volta, l'importanza di protocolli collaudati e dell'alta professionalità dei reparti specializzati, chiamati a neutralizzare rischi che il tempo, da solo, non è riuscito a cancellare.

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