Israele e Iran nel quarto giorno di guerra: missili su Tel Aviv, Teheran minaccia ritorsioni
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Redazione Esteri
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L’Iran ha rivendicato, in una nota ufficiale delle Guardie Rivoluzionarie, il successo dei suoi attacchi missilistici contro Israele, definendo «inefficaci» i sistemi di difesa israeliani. I raid, che hanno colpito diverse città tra cui Tel Aviv e la regione di Gush Dan, hanno causato la morte di almeno quattro civili e lasciato 87 feriti, secondo fonti israeliane. Teheran, da parte sua, ha promesso operazioni «più devastanti» contro obiettivi strategici, mentre il bilancio complessivo dei quattro giorni di conflitto continua a salire: 224 morti e 650 feriti in Iran, 14 vittime e quasi 400 feriti in Israele.
Le esplosioni, che nella notte hanno illuminato il cielo di diverse aree israeliane, hanno danneggiato una raffineria di petrolio e messo in crisi parte della rete elettrica. Israele, che ha risposto colpendo il quartier generale delle forze Quds a Teheran e il sito nucleare di Fordow, ha confermato l’intercettazione di nuovi missili iraniani nelle prime ore di lunedì. «Abbiamo eliminato i vertici dell’intelligence iraniana», ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu durante una visita a Bat Yam, città dove sei persone hanno perso la vita sotto i bombardamenti. «Pagherete per le donne e i bambini uccisi», ha aggiunto, senza approfondire le possibili contromisure.
Intanto, le operazioni di soccorso proseguono tra le macerie degli edifici colpiti, con squadre di vigili del fuoco e volontari impegnati a estrarre superstiti. A Tel Aviv, dove diversi grattacieli sono stati centrati, i danni appaiono estesi, mentre l’aeroporto di Mashhad, situato a 2.300 chilometri dal confine israeliano, è stato bombardato in quello che sembra un chiaro messaggio di escalation. Le autorità iraniane, dal canto loro, denunciano che il 90% delle vittime nel loro paese sono civili, coinvolti in raid israeliani mirati a «smantellare i programmi nucleari e missilistici».




