WhatsApp, una falla permette di rubare i numeri di telefono: miliardi di utenti colpiti
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Una vulnerabilità di sicurezza, che ricercatori austriaci hanno definito tanto elementare quanto pericolosa, ha esposto al rischio di furto i numeri di telefono associati a miliardi di account WhatsApp. L’incidente, che non ha risparmiato gli utenti svizzeri, ha sollevato interrogativi non banali sulla protezione dei dati personali in un’applicazione sulla quale, ormai, si regge una parte significativa delle comunicazioni globali. La falla, tecnicamente, risiederebbe in un meccanismo di verifica dei contatti che, privo di adeguate limitazioni, avrebbe permesso a malintenzionati di raccogliere su vasta scala quelle informazioni che, normalmente, si considerano private.
Il cuore tecnico della vulnerabilità
Il problema, stando a quanto emerso dalle analisi condotte dall’Università di Vienna, si cela nell’assenza di un adeguato “rate limiting” durante le operazioni di controllo per aggiungere nuovi contatti. Questo approccio, che di per sé semplifica l’esperienza utente, ha finito per aprire una porta attraverso la quale è stato possibile verificare – e quindi raccogliere – un numero smisurato di digitazioni in un lasso di tempo incredibilmente breve. Immaginando un sistema che non blocca tentativi ripetuti e automatizzati, si comprende come sia stato agevole per chiunque possedesse gli strumenti adatti compilare database di numeri di telefono, confermandone l’esistenza attiva sulla piattaforma.
Una criticità già nota in passato
Quel che aggrava ulteriormente la posizione di Meta, l’azienda che controlla l’applicazione, è la circostanza per cui questa specifica criticità non sarebbe una novità assoluta. Fonti tecniche, infatti, lasciano intendere che la società fosse già stata informata del potenziale pericolo in un periodo risalente al 2017; una segnalazione che, a quanto pare, non venne all’epoca considerata con la sufficiente urgenza, rimandando di fatto una risoluzione che avrebbe potuto prevenire l’attuale esposizione. Se ne trae l’amara considerazione di un allarme, purtroppo inascoltato, il cui costo in termini di privacy diffusa si paga oggi.
Le misure di protezione per gli utenti
In un contesto del genere, caratterizzato da una minaccia così subdola e pervasiva, assumono un’importanza cruciale le contromisure che i singoli possono adottare per tutelarsi. Sebbene la palla sia principalmente nel campo dello sviluppatore, chiamato a sanare la falla alla radice, agli utenti si consiglia generalmente di rivedere le impostazioni sulla privacy, limitando rigorosamente chi può visualizzare il proprio numero e le informazioni del profilo. È bene, inoltre, diffidare di messaggi sospetti o di richieste di contatto da parte di sconosciuti, che potrebbero celare tentativi di sfruttare i dati già sottratti per ulteriori azioni malevole.




