Proteste in Italia per la Freedom Flotilla, arrestati Thunberg e Hassan
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Redazione Esteri
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Domenica 9 giugno, mentre la nave Madleen – parte della Freedom Flotilla carica di aiuti umanitari – veniva trainata nel porto israeliano di Ashdod dopo l’intercettazione da parte dell’Idf, a Roma e Milano si sono svolte manifestazioni di protesta. Al Pantheon, un sit-in organizzato da Potere al Popolo e associazioni palestinesi ha denunciato quello che Amnesty International ha definito un "crimine internazionale", chiedendo la fine di quello che i partecipanti chiamano "genocidio" a Gaza e lo stop alle forniture di armi a Israele.
Intanto, le autorità israeliane hanno formalizzato l’arresto di otto attivisti, tra cui Greta Thunberg e la parlamentare europea Rima Hassan, accusati di aver rifiutato la deportazione volontaria. I media locali, citando fonti di sicurezza, riferiscono che il gruppo – parte dell’equipaggio della Madleen – è stato trasferito in un centro di detenzione in attesa dell’espulsione. L’imbarcazione, che cercava di forzare il blocco marittimo su Gaza, era stata abbordata in acque internazionali, suscitando condanne da parte di diverse organizzazioni per i diritti umani.
A Milano, in piazza Mercanti, un presidio analogo a quello romano ha riunito decine di persone, unite dalla richiesta di un immediato accesso degli aiuti nella Striscia. Iniziative simili, seppur meno numerose, si sono registrate in altre città italiane, segno di una mobilitazione che – sebbene frammentata – mantiene alta l’attenzione sulla crisi umanitaria.
Quello della Freedom Flotilla non è un caso isolato: già in passato, tentativi di raggiungere Gaza via mare si sono scontrati con la ferma opposizione israeliana, che giustifica l’interdizione con motivi di sicurezza. Ma stavolta, la presenza di figure note come Thunberg e Hassan ha amplificato l’eco mediatico, trasformando l’episodio in un nuovo capitolo delle tensioni diplomatiche tra Israele e attivisti internazionali.




