Nave della Freedom Flotilla sequestrata da Israele, a bordo due italiani: Tajani interviene
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Redazione Interno
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L’esercito israeliano ha preso il controllo della nave Handala, appartenente alla coalizione Freedom Flotilla, durante un’operazione condotta nelle acque internazionali al largo di Gaza. L’intervento, avvenuto nella notte tra sabato e domenica, è stato documentato in una diretta streaming interrotta poco dopo l’irruzione dei militari. A bordo dell’imbarcazione, che trasportava aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza, si trovavano 19 attivisti provenienti da 12 Paesi, tra cui due italiani: Antonio Mazzeo, giornalista e ricercatore messinese impegnato nella difesa dei diritti umani, e Tony La Piccirella, skipper barese noto per il suo attivismo climatico e sociale.
La Marina israeliana ha giustificato l’intervento affermando che la nave tentava di violare il blocco navale imposto su Gaza, definendolo un “provocazione inutile”. Le immagini diffuse mostrano i soldati salire a bordo dopo aver intimato l’alt, mentre gli attivisti – tra cui due giornalisti di Al Jazeera – venivano condotti nel porto di Ashdod. Qui, secondo quanto riferito dal governo israeliano, avrebbero dovuto scegliere tra la firma di un documento che ne avrebbe accelerato il rimpatrio o il ricorso a procedure legali più lunghe.
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha contattato il collega israeliano Gideon Sàar per assicurare assistenza ai due connazionali, già raggiunti dal personale dell’ambasciata a Tel Aviv. “Il loro rientro in Italia avverrà entro 72 ore”, ha precisato Tajani, senza entrare nel merito delle accuse rivolte agli attivisti. Intanto, prima dell’intervento, Mazzeo aveva lanciato un appello video, esortando le istituzioni italiane a intervenire per garantire la liberazione di tutti i passeggeri.
Quella della Freedom Flotilla non è la prima missione finita nel mirino di Israele: nel 2010, un analogo tentativo di forzare il blocco si concluse con un assalto che causò vittime e feriti, scatenando condanne internazionali. Stavolta, però, le operazioni si sono svolte senza violenza apparente, anche se la questione del sequestro in acque internazionali solleva interrogativi giuridici. Le autorità israeliane, da parte loro, ribadiscono che ogni approccio non coordinato a Gaza rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale.




