Greta Thunberg rimpatriata da Israele, otto attivisti della Freedom Flotilla rifiutano l’espulsione
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Redazione Esteri
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Greta Thunberg, l’attivista svedese che aveva preso parte alla missione della Freedom Flotilla diretta a Gaza con aiuti umanitari, è stata rimpatriata da Israele dopo aver accettato l’espulsione. La giovane, già in volo verso la Svezia con scalo in Francia, è stata fotografata a bordo dell’aereo dal ministero degli Esteri israeliano, che ha diffuso le immagini su X. A bordo della nave Madleen, intercettata dalla marina militare israeliana e condotta nel porto di Ashdod, c’erano in totale dodici attivisti, quattro dei quali – tra cui Thunberg – hanno scelto di lasciare il paese.
Gli altri otto, però, hanno opposto un rifiuto alla richiesta di firmare l’espulsione volontaria, finendo così in un centro di detenzione. Tra loro c’è Rima Hassan, avvocata franco-palestinese ed eurodeputata, che ha deciso di non aderire alla procedura. La Hassan, nota per il suo impegno nella causa palestinese, è stata trasferita insieme agli altri attivisti in una struttura di trattenimento, mentre le autorità israeliane valutano i prossimi passi.
La Madleen, partita con l’obiettivo di sfidare il blocco navale israeliano su Gaza, è stata fermata al largo delle coste prima di essere scortata ad Ashdod. L’episodio rientra in una serie di tentativi analoghi portati avanti negli anni da gruppi pro-Palestina, spesso conclusi con il sequestro delle imbarcazioni e l’arresto degli occupanti. Israele, che considera queste azioni una provocazione e una minaccia alla propria sicurezza, ha ribadito la politica di impedire qualsiasi approdo non autorizzato a Gaza, definendo la Flotilla un’iniziativa "inutile e pericolosa".
La vicenda giudiziaria degli attivisti detenuti – la cui posizione potrebbe complicarsi per il rifiuto dell’espulsione – sarà ora al centro di un procedimento amministrativo. Intanto, Thunberg, tornata in Europa, potrebbe riprendere la sua campagna di sensibilizzazione sul conflitto, dopo l’esperienza fallimentare della missione. Quanto alla Hassan, la sua detenzione solleva interrogativi sulle possibili ripercussioni politiche, data la sua carica istituzionale.




