Android 17 Beta 3, il passo decisivo verso il rilascio finale con il multitasking che diventa (finalmente) fluido

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   A distanza di un mese esatto dalla precedente release, Google ha distribuito la terza beta di Android 17 per i dispositivi Pixel, un aggiornamento che segna un passaggio cruciale nel ciclo di sviluppo del sistema operativo. Con il raggiungimento della cosiddetta “stabilità di piattaforma”, gli sviluppatori hanno ora a disposizione le API finali e i comportamenti delle applicazioni definitivi, potendo così procedere con l’ottimizzazione delle proprie app in vista del lancio stabile. Questa versione, che arriva dopo una prima beta a febbraio e una seconda subito dopo, non si limita però a offrire solo riferimenti certi per il coding, ma introduce anche alcune novità funzionali che ne definiscono meglio la fisionomia, in particolare per quanto riguarda l’interazione con l’utente su schermi di grandi dimensioni.

Le bolle di conversazione diventano il nuovo centro del multitasking

Tra le novità più evidenti di questa build spicca l’evoluzione delle bubbles, quelle icone fluttuanti che fino a oggi erano per lo più appannaggio esclusivo dell’app Google Messaggi. Con Android 17 Beta 3, Google estende questa funzionalità all’intero sistema, trasformandola in uno strumento di multitasking universale. L’idea, emersa già nei precedenti canali di sviluppo come Android Canary, è quella di consentire a qualsiasi applicazione di essere compressa in un’icona circolare persistente, che rimane a portata di tocco sovrapposta a qualsiasi altra schermata. Basta un lungo tocco sull’icona di un’app e la selezione della nuova opzione “minimizza” per vederla trasformarsi in una bolla, pronta a essere richiamata e fatta fluttuare sullo schermo ogni volta che ce n’è bisogno.

Questa implementazione, che in fase di test era già stata intravista, punta dritta a migliorare l’esperienza d’uso su tablet e pieghevoli come il Pixel Fold, dove la gestione contemporanea di più applicativi diventa essenziale. L’approccio scelto da Google – a differenza di soluzioni più invasive adottate da altri produttori – sembra puntare su un equilibrio tra funzionalità e semplicità: le bolle non occupano spazio nella barra di stato né nel cassetto delle notifiche a meno che l’utente non le evochi attivamente, fungendo da una sorta di “area di parcheggio” per le app che si intendono tenere a portata di mano senza ricorrere al classico split-screen. A corredo di questa nuova libertà, la beta introduce anche una barra degli strumenti per la registrazione dello schermo riprogettata con un’interfaccia flottante che non viene catturata nella registrazione stessa, un dettaglio utile per chi produce contenuti, e la possibilità di nascondere le etichette delle app sulla schermata principale per un aspetto visivo più pulito.

Una gestione automatica del PIN per la SIM che bilancia sicurezza e comodità

Parallelamente alle novità legate all’interfaccia, Android 17 Beta 3 (e le più recenti build del canale Canary) sta mettendo a punto una funzione pensata per risolvere un annoso problema di usabilità legato alla sicurezza: la gestione del PIN della SIM. Chi utilizza Android da tempo conosce il piccolo dramma di ritrovarsi con il telefono appena riavviato e la richiesta di inserire quel codice a quattro cifre – spesso dimenticato – necessario per sbloccare la connettività mobile. La nuova funzione di “gestione automatica del PIN”, attivabile dal percorso Impostazioni > Sicurezza e privacy > Altra sicurezza e privacy > Proteggi scheda SIM, mira a eliminare questo passaggio senza però annullare la protezione offerta dal meccanismo.

Una volta configurata – operazione che richiede la verifica dell’identità tramite il codice di sblocco del dispositivo o i dati biometrici e l’inserimento del PIN attuale della SIM – il sistema operativo si occuperà in autonomia di inserire il codice a ogni riavvio del telefono, subito dopo che l’utente avrà sbloccato lo schermo. Si tratta di un compromesso studiato per rendere più fluida l’esperienza d’uso quotidiana, evitando di costringere l’utente a ricordare un codice che spesso si finisce per disabilitare per pura comodità. Resta inteso, ed è un dettaglio non secondario, che la protezione classica rimane attiva in caso di furto o di spostamento della SIM su un altro dispositivo: in quella circostanza, il PIN verrà richiesto manualmente, bloccando di fatto l’uso illecito della linea telefonica e proteggendo l’accesso a eventuali codici di verifica a due fattori ricevuti via SMS. Per chi non avesse mai impostato un PIN, la procedura offre anche l’opzione di utilizzare il codice predefinito fornito dall’operatore, spingendo comunque a mantenerlo attivo invece di disattivarlo.

Miglioramenti sotto la scocca e fotografia professionale

Oltre a queste due direttrici principali – il multitasking con le bolle e la gestione semplificata del PIN – l’aggiornamento porta con sé una serie di rifiniture tecniche che arricchiscono l’ecosistema. Sul fronte fotografico, ad esempio, viene introdotto il supporto per l’acquisizione di immagini in formato RAW a 14 bit, una funzionalità pensata per gli appassionati di fotografia che cercano il massimo controllo in post-produzione. Anche il selettore delle foto (photo picker) viene reso più flessibile, permettendo di personalizzare la griglia di visualizzazione, e vengono introdotte nuove estensioni per la fotocamera definite dal fornitore, finalizzate a supportare funzionalità di intelligenza artificiale e modalità di “super risoluzione”.

Sul versante della sicurezza e delle prestazioni, Google ha implementato una firma degli APK ibrida con crittografia post-quantistica, un passo in avanti nella protezione dei dati a lungo termine, insieme a un nuovo pulsante di posizione “sistemico” che concede l’accesso ai dati di geolocalizzazione solo per la singola sessione, riducendo i permessi persistenti superflui. Non mancano, infine, miglioramenti per l’audio, con un nuovo codec software HE-AAC pensato per garantire una qualità elevata anche a bitrate ridotti, e un supporto più raffinato per gli apparecchi acustici Bluetooth LE, che ora possono gestire il routing separato delle notifiche e degli allarmi.

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