Android 17, la seconda beta rilascia nuove funzioni per privacy e multitasking

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il programma di test per Android 17 accelera improvvisamente il passo, e lo fa a meno di tre settimane di distanza dal primo rilascio: Google ha infatti distribuito la Beta 2 dell'aggiornamento, rendendola disponibile per tutti i dispositivi Pixel a partire dalla serie 6 e proseguendo fino ai nuovi modelli 10, naturalmente per quegli utenti che hanno scelto di iscriversi al programma Beta -2-8. Questa seconda iterazione, lungi dal rappresentare un semplice aggiornamento di routine con correzioni di bug, introduce una serie di modifiche sostanziali all'interfaccia e, aspetto ancora più rilevante, un rafforzamento deciso delle politiche di gestione dei dati personali, in un momento storico in cui la percezione della sicurezza digitale è ormai centrale per l'utenza. Si tratta di un cambio di passo nel ciclo di sviluppo che, saltata la fase delle Developer Preview, punta dritto al raggiungimento della Platform Stability, prevista per marzo, quando le API e l'SDK verranno definitivamente congelati in vista del rilascio stabile -2-4.

Privacy ridisegnata e nuove protezioni per i dati sensibili

Il cuore pulsante di questo aggiornamento batte all'insegna della riservatezza. Google ha introdotto un nuovo permesso di runtime, denominato ACCESS_LOCAL_NETWORK, studiato per governare l'accesso delle applicazioni ai dispositivi connessi alla rete locale, come stampanti, chromecast o dispositivi per la domotica -1-7. Fino ad ora, la libertà con cui le app potevano esplorare la LAN rappresentava una potenziale falla per il tracciamento, e questa modifica, di fatto, obbliga gli sviluppatori a richiedere un'autorizzazione esplicita per comunicare con l'interno della rete domestica, limitando drasticamente la raccolta di dati in background. Parallelamente, viene potenziata la protezione per i codici OTP riceviati via SMS: per contrastare il fenomeno dell'intercettazione dei codici di verifica, l'accesso programmatico a questi messaggi viene ora ritardato di tre ore per la maggior parte delle applicazioni, fatta eccezione per quelle impostate come client SMS predefiniti -4-9. Una modifica, questa, che spingerà gli sviluppatori ad adottare API specifiche come l'SMS Retriever, pena la sostanziale inutilizzabilità dei codici monouso in tempo reale.

Sul fronte della gestione dei contatti, la Beta 2 introduce un selettore di sistema completamente rinnovato. L'utente, quando un'app richiede l'accesso alla rubrica, non sarà più costretto a concedere un'autorizzazione totale e permanente, ma potrà selezionare manualmente, e con validità limitata alla singola sessione, solo le informazioni strettamente necessarie -2-6. Questo approccio, che riduce la necessità dell'ingombrante permesso READ_CONTACTS, rappresenta un'evoluzione significativa nel rapporto tra l'utente e il controllo delle proprie informazioni. A queste si aggiunge un piccolo ma significativo ritocco estetico-funzionale: gli indicatori di privacy che segnalano l'uso di microfone, fotocamera e posizione cambiano veste grafica, abbandonando la precedente forma a pillola per diventare dei cerchi più compatti e immediatamente riconoscibili, con l'icona che ne riempie l'intera superficie per una lettura più rapida -3-5.

Il multitasking si trasforma con le bolle universali

Dal punto di vista dell'esperienza d'uso quotidiana, la novità di maggiore impatto è senza dubbio l'evoluzione del sistema a bolle. Se in passato questa funzionalità era limitata alle conversazioni di messaggistica, con Android 17 Beta 2 qualsiasi applicazione può essere trasformata in una bolla fluttuante -5-9. Basterà un tap prolungato sull'icona dell'app nel launcher per selezionare l'opzione "Bubble" e vederla ridursi a un cerchio mobile che rimane a schermo, permettendo di interagire con altre applicazioni senza mai perdere di vista lo stato di quella in background. Su dispositivi con schermo grande, come tablet e pieghevoli, questa funzionalità si integra con una nuova bubble bar ancorata alla taskbar, dove le bolle possono essere organizzate, spostate o chiuse con la stessa logica di una scrivania virtuale -2-6. A corredo di questo, per gli sviluppatori arriva l'EyeDropper API, uno strumento che permette alle applicazioni di prelevare il colore di un singolo pixel dallo schermo senza dover ricorrere a permessi invasivi di acquisizione dello schermo -1-10.

Continuità tra dispositivi e correzioni diffuse

Un altro tassello che Google sta mettendo in posa riguarda la cosiddetta continuità. La Beta 2 introduce la Handoff API, una funzionalità che consente di iniziare un'attività su un dispositivo, come la scrittura di una mail o la visione di un video, per poi riprenderla esattamente da dove ci si era interrotti su un altro dispositivo Android, ad esempio passando dal telefono a un tablet -4-10. Un'idea che ricalca quanto già offerto da altri ecosistemi, ma che qui si basa su una logica che prevede il fallback sul web qualora l'applicazione non sia installata sul secondo dispositivo. Non mancano, infine, i consueti interventi di manutenzione straordinaria: la lista delle correzioni incluse in questo aggiornamento è particolarmente sa e risolve sedici problemi specifici, che spaziavano dai crash di sistema che rendevano inutilizzabile il dispositivo ai fastidiosi riavvii improvvisi, passando per bug grafici che affliggevano la riproduzione video e anomalie minori come la formattazione errata dell'orologio nello screensaver -5-6-8.

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