Rapina a Donnarumma, condannato a nove anni il mandante del colpo a Parigi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tribunale di Parigi ha condannato a nove anni di carcere Ilyas Kherbouch, ritenuto il mandante della rapina a Donnarumma subita nel luglio 2023 nell’abitazione del portiere italiano e della compagna Alessia Elefante. Per l’accusa l’uomo, conosciuto con il soprannome di “Ganito”, avrebbe organizzato l’operazione mentre si trovava detenuto. La sentenza prevede anche una multa da 80 mila euro.

Il violento assalto nell’appartamento parigino

L’aggressione risale alla notte tra il 20 e il 21 luglio 2023, quando Donnarumma, all’epoca portiere del Paris Saint-Germain, e la sua compagna furono sorpresi dai rapinatori nella loro abitazione a Parigi. Il calciatore venne colpito al volto e immobilizzato, mentre Alessia Elefante, che aveva comunicato agli aggressori di essere incinta, subì violenze e minacce durante il sequestro. La donna ha raccontato di essere stata picchiata e di aver perso il figlio dopo lo choc provocato dall’accaduto.

Il commando entrò nell’appartamento con l’obiettivo di ottenere denaro e oggetti di valore, riuscendo a portare via gioielli, orologi, borse e altri beni. La coppia fu costretta a consegnare anche informazioni per accedere alla cassaforte. Secondo la ricostruzione emersa durante il processo, i rapinatori utilizzarono minacce e violenza fisica prima di lasciare l’abitazione.

La decisione dei giudici e gli altri imputati

La procura aveva chiesto una pena di dieci anni per Kherbouch, accusato di aver diretto il colpo a distanza. Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per il ruolo nell’organizzazione della rapina, ma ha stabilito una condanna inferiore alla richiesta dell’accusa. La vicenda giudiziaria ha coinvolto anche altri presunti partecipanti all’operazione.

Khyan Mamouni, indicato dall’accusa come un altro possibile organizzatore del piano e accusato di aver impartito indicazioni dal carcere, è stato assolto. Moktar Diop, considerato coinvolto nell’esecuzione materiale del colpo, ha invece ricevuto una condanna a cinque anni di reclusione, con una parte della pena sospesa. Due partecipanti minorenni al momento dei fatti erano già stati giudicati dalla magistratura minorile.

Il profilo di Kherbouch e il contesto dell’inchiesta

Durante il procedimento è emerso il ruolo attribuito dagli investigatori a Kherbouch, accusato di aver gestito l’operazione mentre era in carcere per altri reati. Il suo nome era già noto alle autorità francesi per precedenti condanne e per altri episodi giudiziari. Nel corso del processo sono state ricostruite anche le modalità con cui la banda avrebbe preparato l’irruzione nell’appartamento del calciatore.

L’inchiesta ha inoltre evidenziato un fenomeno che negli ultimi anni ha coinvolto diversi calciatori residenti nella capitale francese, con abitazioni prese di mira da gruppi specializzati negli assalti domestici. Nel caso Donnarumma, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sulla possibile struttura organizzativa del gruppo e sul coordinamento degli esecutori.

Nel corso del processo sono stati ricordati anche alcuni episodi avvenuti durante le udienze, caratterizzate da tensioni in aula e interventi dei giudici per riportare ordine. Kherbouch aveva già attirato l’attenzione delle autorità dopo una fuga dal carcere di Villepinte nel marzo 2026, terminata con il suo nuovo arresto dopo tredici giorni.

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