Operazione antidroga della polizia, sequestri e arresti da Matera a Bologna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel quadro di una vasta campagna nazionale contro la criminalità diffusa, che ha visto impegnate le forze dell'ordine in numerose province italiane, i risultati, numericamente significativi, parlano di una offensiva a tutto campo: 384 arresti e 655 denunce, a cui si aggiunge il sequestro di circa 1.400 chili di sostanze stupefacenti. L’azione, finalizzata primariamente al contrasto dello spaccio, ha prodotto esiti diversi a seconda dei territori, delineando un mosaico di criticità affrontate con un approccio che unisce, sebbene in misura variabile, la repressione immediata alla prevenzione.

Lucania: il contributo delle Squadre Mobili

All’operazione, la cui portata è testimoniata dai dati complessivi, hanno partecipato anche le Squadre Mobili dei due capoluoghi lucani. Nella provincia di Matera, i servizi predisposti hanno condotto all’arresto di due persone e a una denuncia per spaccio, con il sequestro di una quantità di stupefacenti – 15 grammi di cocaina e 765 grammi di cannabinoidi – che, seppur non ingente in termini assoluti, segnala la persistente permeazione del mercato illegale anche in aree non metropolitane.

Pordenone: tra controllo del territorio e ascolto

Discorso differente per la questura di Pordenone, dove l’attività, pur registrando un aumento di arresti e denunce rispetto allo stesso periodo del 2024, è stata caratterizzata da una marcata impronta preventiva. Oltre milleduecento le ordinanze emanate per servizi di ordine pubblico e contrasto al degrado, con una vigilanza particolare concentrata su luoghi sensibili come la stazione ferroviaria, il parco Querini e l’intero centro cittadino, zone tradizionalmente frequentate da giovani e quindi esposte a fenomeni di microcriminalità e consumo di droga. In calo, invece, gli ammonimenti, un dato che alcuni osservatori legano, almeno in parte, all’istituzione, ormai un anno fa, di una sala d’aslecto protetta per le donne vittime di violenza, uno strumento che potrebbe aver indirizzato verso canali più appropriati alcune situazioni di conflitto.

Bologna: la stretta sui cannabis shop dopo il decreto

L’applicazione del decreto sicurezza, divenuto legge a giugno, ha prodotto i suoi effetti più visibili nel Bolognese, dove si è consumata quella che i titolari dei negozi definiscono una "stangata". Tra il 5 e il 16 dicembre, infatti, nell’ambito della medesima operazione nazionale, i controlli ad alto impatto hanno preso di mira i cosiddetti cannabis shop, rivendite di prodotti a base di canapa la cui attività si colloca in un ambito normativo dai contorni spesso sfumati. L’esito è stato l’arresto di quindici persone e la denuncia di undici, tra cui i gestori di sei esercizi commerciali, con il sequestro di venti chili di cannabinoidi, in gran parte provenienti proprio da questi punti vendita, oltre a cocaina, eroina e una somma in contanti vicina ai dodicimila euro. L’intervento, che ha interessato sia il capoluogo che la provincia, conferma come la nuova normativa stia orientando l’azione di polizia verso un controllo stringente su un settore commerciale sospettato, secondo le autorità, di fungere da copertura per un mercato illegale o quantomeno di sconfinare nella vendita di prodotti con principi attivi vietati.

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