Israele accetta la proposta di Trump per Gaza e lancia un ultimatum ad Hamas

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In una svolta significativa, il governo israeliano ha formalmente accettato il piano proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine al conflitto a Gaza. L’annuncio, fatto dal ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di un incontro a Zagabria con il premier croato Andrej Plenković, segna la prima volta in cui un esponente di primo piano dell’esecutivo di Gerusalemme si allinea pubblicamente con la proposta avanzata dalla Casa Bianca la scorsa settimana, sebbene i dettagli completi dell’intesa non siano stati ancora divulgati ufficialmente dalle due parti.

Sa’ar ha dichiarato che «Israele è pronto ad accettare un accordo completo», il quale, oltre a sancire la fine delle ostilità, deve necessariamente includere il rilascio di tutti gli ostaggi trattenuti da ventitré mesi e la conseguente deposizione incondizionata delle armi da parte di Hamas. Una posizione, la sua, che delinea i contorni di un negoziato la cui posta in gioco è altissima, poiché condiziona la pace al soddisfacimento di requisiti ben precisi.

Parallelamente all’apertura diplomatica, però, il ministro della Difesa Israel Katz ha inasprito i toni con un severo ultimatum rivolto al gruppo militante, avvertendo che, in assenza di una sua capitolazione, Gaza verrà ridotta in macerie. Tale dichiarazione giunge in un momento di massima tensione operativa, mentre l’esercito israeliano si prepara all’eventualità di un’invasione su larga scala della città di Gaza, e ordina l’evacuazione totale della popolazione civile dall’area.

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