It-Wallet in Gazzetta Ufficiale, obbligo per la Pa: ecco cosa cambia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il portafoglio digitale italiano, l'It-Wallet, diventa ufficialmente una realtà operativa. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 19 marzo 2026, lo strumento che promette di custodire documenti e attestati in formato digitale e interoperabile entra nel vivo della sua fase di attuazione. Le nuove Linee guida, pubblicate il 23 luglio 2026 sulla Gazzetta Ufficiale n.

169, definiscono un quadro normativo preciso con competenze, responsabilità e scadenze, trasformando il progetto in un'infrastruttura nazionale destinata a diventare un pilastro della trasformazione digitale del Paese. Al centro del provvedimento c'è l'obbligo, rivolto non ai cittadini ma alla Pubblica amministrazione, di adeguarsi progressivamente al nuovo ecosistema.

PagoPA e IPZS, i ruoli chiave del nuovo sistema

L'architettura organizzativa del sistema It-Wallet individua due attori principali: PagoPA S.p.A. e l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS). La prima, società pubblica che gestisce l'app IO, è il soggetto incaricato di realizzare e gestire la soluzione pubblica del portafoglio digitale, rappresentando l'evoluzione del punto di accesso ai servizi della Pubblica amministrazione. L'app IO è quindi il contenitore all'interno del quale il cittadino trova il proprio wallet digitale.

All'IPZS, invece, sono affidate la progettazione, la realizzazione e la gestione dell'infrastruttura tecnologica complessiva, oltre al ruolo di unico fornitore del registro It-Wallet e degli attestati elettronici. L'Istituto, in particolare, ha la responsabilità di rilasciare gli attestati elettronici di identificazione personale, dopo aver verificato l'identità dell'utente tramite CIE o SPID, attingendo ai dati dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR).

Le due entità operano quindi in stretta sinergia: l'IPZS fornisce l'infrastruttura tecnologica e garantisce l'emissione di attestati certificati, mentre PagoPA mette a disposizione dei cittadini il portafoglio digitale attraverso l'app IO.

Adesione obbligatoria per la Pa entro il 3 agosto 2027

Uno degli aspetti più significativi del decreto riguarda l'obbligatorietà di adesione per la Pubblica amministrazione. Entro il 3 agosto 2027, ovvero entro dodici mesi dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, tutte le pubbliche amministrazioni, i gestori di servizi pubblici e le società di controllo pubblico dovranno registrarsi al sistema It-Wallet in qualità di "fonti autentiche". Questo significa che dovranno mettere a disposizione dati e documenti in formato digitale, rendendoli compatibili con il nuovo ecosistema.

Per i privati, invece, la registrazione al sistema rimane facoltativa, sebbene sia già prevista la possibilità di utilizzare le soluzioni It-Wallet per l'accesso ai propri servizi, previa registrazione e nel rispetto degli standard tecnici di sicurezza stabiliti. La gratuità dei servizi essenziali per i cittadini è confermata dal decreto, mentre eventuali funzionalità aggiuntive a pagamento, destinate in particolare ad aziende e professionisti, saranno disciplinate da successivi provvedimenti.

Questo modello mira a costruire un ecosistema autosufficiente, in cui i servizi base restano pubblici e gratuiti, mentre i servizi a valore aggiunto potranno rappresentare una fonte di finanziamento per lo sviluppo della piattaforma.

Valore legale degli attestati e tutela della privacy

Il decreto attribuisce un valore legale pieno agli attestati elettronici rilasciati tramite It-Wallet. L'articolo 6 del provvedimento stabilisce che i documenti esibiti attraverso il portafoglio digitale saranno esenti dagli ordinari controlli documentali previsti dal DPR 445/2000 e saranno equiparati, ai fini dell'identificazione, alle modalità tramite SPID e CIE. Questo garantisce non solo una semplificazione dei procedimenti amministrativi, ma anche un risparmio di tempo e una maggiore efficienza nei rapporti tra cittadini e amministrazioni.

Sul fronte della protezione dei dati personali, il decreto si allinea al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e al regolamento eIDAS, imponendo il principio di separazione logica dei dati. Viene espressamente vietato tracciare o correlare le transazioni degli utenti senza autorizzazione, e il fornitore della soluzione It-Wallet non può raccogliere informazioni che non siano strettamente necessarie per l'erogazione del servizio.

La gestione dei log, elemento fondamentale per la sicurezza e la prevenzione delle frodi, è disciplinata da specifiche tecniche che prevedono periodi di conservazione limitati, come i 12 mesi per le fonti autentiche, nel rispetto dei principi di minimizzazione e limitazione della conservazione dei dati.

Un'infrastruttura nazionale in evoluzione

L'It-Wallet non è un progetto statico, ma un'infrastruttura destinata a crescere e ad integrarsi con il futuro portafoglio digitale europeo (EUDI Wallet). Il decreto e le Linee guida definiscono il perimetro e le regole per uno sviluppo graduale delle funzionalità, che consentirà in futuro di ampliare la gamma di documenti e attestati disponibili. Già da dicembre 2024, per i cittadini italiani era possibile conservare su IO le versioni digitali di patente di guida, tessera sanitaria e carta europea della disabilità.

Il nuovo quadro normativo getta le basi per includere nel portafoglio digitale anche ISEE, titoli di studio, certificati di residenza e, in prospettiva, la tessera elettorale digitale. A rafforzare il controllo pubblico sull'infrastruttura, è previsto un riassetto della governance di PagoPA, con l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato destinato a salire al 51% del capitale sociale, mentre il restante 49% rimarrà a Poste Italiane.

Una mossa che sottolinea la volontà di mantenere salda la guida pubblica su uno strumento considerato ormai strategico per la digitalizzazione del Paese e per la futura identità digitale europea.

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