Tar del Piemonte sospende la caccia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Piemonte ha deciso di sospendere l'attività venatoria nella regione, accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni animaliste Federazione nazionale Pro Natura, Leal e Oipa. La decisione, presa venerdì 4 ottobre, è stata motivata dalla "eccezionale gravità e urgenza" della situazione, come riconosciuto dal giudice amministrativo. Le associazioni hanno evidenziato diverse irregolarità nel processo di approvazione del calendario venatorio 2024-2025 da parte della Regione Piemonte, portando così alla sospensione cautelare del calendario stesso.

La sospensione della caccia, che riguarda sia la programmata che la stanziale, è stata accolta con favore dalle associazioni ambientaliste, le quali sostengono che tale misura sia necessaria per proteggere la biodiversità della regione. Il deputato della Lega, Francesco Bruzzone, ha criticato la decisione del Tar, sottolineando l'importanza di approvare una delibera ponte che consenta la riapertura della caccia in attesa della discussione del ricorso. Bruzzone ha espresso il suo disappunto attraverso un videomessaggio pubblicato sui social, ribadendo che, se fosse stato approvato il suo emendamento, la situazione sarebbe stata diversa.

Il Tar del Piemonte ha riconosciuto l'esistenza di una situazione di "eccezionale gravità ed urgenza", giustificando così la sospensione dell'attività venatoria. Le associazioni animaliste e ambientaliste hanno accolto con soddisfazione la decisione, ritenendo che essa rappresenti un passo importante per la tutela della fauna e della flora locali. Tuttavia, la questione rimane aperta e sarà oggetto di ulteriori valutazioni giuridiche nei prossimi mesi.

In attesa della decisione di merito, la caccia in Piemonte rimane sospesa, con il Tar che ha accolto l'istanza cautelare delle associazioni Oipa, Leal e Pro Natura. La sospensione riguarda tutte le forme di caccia, e il giudice amministrativo ha stabilito che questa misura era necessaria per proteggere la biodiversità della regione.

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