Decaro, la nuova Puglia e la mappa del campo largo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Antonio Decaro, che lunedì scorso ha conquistato la presidenza della regione Puglia con un plebiscito del sessantaquattro per cento dei consensi, garantisce di essere già al lavoro per una «full immersion sui temi», allontanando per il momento ogni discorso sulle prossime Politiche. Il neopresidente, il cui risultato netto è stato speculare a quello di Roberto Fico in Campania, si appresta a governare un territorio dove l'affermazione del cosiddetto Campo largo, la coalizione che unisce centrosinistra e Movimento 5 Stelle, ha dimostrato una vitalità inattesa. Un'unità, questa, che è stata la chiave per competere e vincere contro il centrodestra, riuscendo a mobilitare gli elettori nonostante un contesto di forte astensione, e che si è rivelata capace di costruire una coalizione ampia e coesa, superando quelle divisioni che spesso, a livello nazionale, hanno rappresentato un ostacolo insormontabile.

La squadra e il modello Bari

L'idea di Decaro, che non ha soltanto di fronte la scelta della giunta ma anche quella dei collaboratori che lo affiancheranno per i prossimi cinque anni, è quella di riprodurre in Regione il modello di governo sperimentato con successo per un decennio al Comune di Bari. Per farlo, il neogovernatore ha bisogno di una squadra di fidati, composta da donne e uomini di esperienza; tra i nomi che circolano per ricoprire ruoli di primo piano, si parla di un top manager come Pellegrino e di Vinella nel ruolo di portavoce, segnando una continuità con il suo operato passato. Si tratta, in sostanza, di trasferire su scala regionale una macchina amministrativa già collaudata, la cui efficienza è stata uno dei motivi del largo consenso ottenuto.

Il bottino dei civici

Un elemento di forza che emerge con chiarezza dall'esito del voto è il ruolo determinante delle liste civiche, le quali, gonfiando il petto, spiegano di avere ancora molto da dire nel nome del nuovo governatore. Delle sei formazioni che hanno sostenuto Decaro, tre erano partiti – Pd, M5S e Avs – e tre civiche, ovvero “Decaro presidente”, “Per la Puglia” e “Avanti Popolari”. Di queste, quattro sono riuscite a superare la soglia di sbarramento: due, in particolare, sono le civiche che porteranno i loro eletti in aula, con “Decaro presidente” che fa sedere sette consiglieri, tra cui due donne, e “Per la Puglia” che ne porta quattro, tutti uomini, per un totale di undici eletti che rappresentano un bottino pieno e un peso specifico non trascurabile nell'architettura della nuova maggioranza.

La lezione per il futuro

La nuova tornata elettorale in Campania e Puglia, letta in controluce, offre una lezione chiara sull'efficacia del Campo largo, un modello che si è rivelato funzionale non solo per arginare l'avversario ma per ottenere una vittoria schiacciante. La capacità di questa affermazione risiede, in definitiva, nell'aver saputo tessere un'alleanza ampia, che ha coinvolto forze politiche tradizionali e soggetti civici, i quali si sono rivelati determinanti per servire un progetto politico unitario. Un meccanismo che, sebbene per ora confinato a queste regioni, delinea una geografia del consenso dalla quale è difficile prescindere, mostrando una strada percorribile per l'area progressista.

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