Ora solare 2026, lancette indietro il 25 ottobre: cosa cambia
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Redazione Interno
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L'ora solare 2026 entrerà in vigore in Italia nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere spostati indietro di sessanta minuti, tornando a segnare le 2. Il cambiamento permetterà di dormire potenzialmente un'ora in più e interesserà tutto il territorio nazionale, senza differenze tra le regioni. Con il ritorno all'orario invernale, il sole sorgerà prima rispetto all'ora indicata dagli orologi, mentre il tramonto arriverà anticipatamente.
Come spostare le lancette e perché cambia l'orario
Il passaggio segna la conclusione del periodo di ora legale iniziato domenica 29 marzo, quando gli orologi erano stati portati avanti per sfruttare maggiormente la luce naturale nelle ore serali. Il ritorno all'orario standard produce l'effetto opposto: più luce nelle prime ore della giornata e meno nel tardo pomeriggio. Chi utilizza orologi tradizionali dovrà intervenire manualmente, mentre smartphone, computer e altri dispositivi con aggiornamento automatico dell'ora generalmente effettueranno il passaggio senza interventi. Non sarà necessario modificare l'abituale orario della sveglia per beneficiare dell'ora aggiuntiva durante la notte.
La data del cambiamento dipende da una regola comune ai Paesi dell'Unione europea, che prevede il ritorno all'ora standard nell'ultima domenica di ottobre e l'avvio dell'ora legale nell'ultima domenica di marzo. Questa organizzazione del calendario è stata armonizzata a livello europeo nel 1998, consentendo ai Paesi interessati di effettuare contemporaneamente il passaggio. Nel 2026 la domenica prevista coincide con il giorno 25, la prima data possibile per l'applicazione della regola. La stessa combinazione tra giorno della settimana e data si ripresenterà nel 2037.
Perché cambia la differenza oraria con gli Stati Uniti
Il calendario europeo non coincide con quello degli Stati Uniti, dove il passaggio all'orario invernale avverrà nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Per sette giorni la differenza tra Roma e New York passerà dalle abituali sei ore a cinque. La variazione interesserà anche chi segue i mercati finanziari americani: lunedì 26 ottobre Wall Street aprirà le contrattazioni quando in Italia saranno le 14.30, anziché le consuete 15.30. Alla chiusura della Borsa di New York, prevista alle quattro del pomeriggio locali, a Milano saranno le 21 anziché le 22.
Le differenti regole adottate nei vari Paesi spiegano questi disallineamenti temporanei. Non tutti gli Stati applicano infatti il cambio stagionale: Giappone e Cina mantengono lo stesso orario durante l'intero anno. Per chi organizza telefonate internazionali, riunioni di lavoro o appuntamenti con interlocutori americani, la settimana di differenza tra i due calendari comporta quindi una modifica degli orari di riferimento. Il cambiamento riguarda esclusivamente la corrispondenza tra gli orologi e non altera la durata effettiva dei voli o degli spostamenti.
Gli effetti del cambio dell'ora sul sonno e sull'organismo
Lo spostamento delle lancette può influenzare temporaneamente il ritmo circadiano, il sistema biologico che regola l'alternanza tra sonno e veglia. La diversa distribuzione della luce naturale durante la giornata modifica infatti i segnali ambientali ai quali l'organismo si sincronizza. Anche il momento in cui si consumano i pasti, si svolge attività fisica e si va a dormire contribuisce alla regolazione dei ritmi quotidiani. L'ora guadagnata durante la notte non significa necessariamente che tutte le persone dormiranno più a lungo: la risposta dipende anche dalle abitudini individuali.
Per facilitare l'adattamento al passaggio autunnale, i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi suggeriscono di modificare gradualmente gli orari delle attività quotidiane nei giorni precedenti. In particolare, il programma può essere spostato più tardi di circa 15-20 minuti al giorno, intervenendo sull'ora del risveglio, del riposo, dei pasti e dell'esposizione alla luce. Questa preparazione distribuisce l'aggiustamento su più giornate invece di concentrarlo interamente nella notte del cambiamento.
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