Ora solare 2026, quando spostare le lancette: la data e cosa cambia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'autunno porta con sé giornate che si accorciano e il ritorno dell'ora solare. Nel 2026 il cambio dell'ora in Italia scatterà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre: alle 3 del mattino le lancette dovranno essere spostate indietro di un'ora, tornando alle 2. Tradotto: si dormirà un'ora in più, almeno sulla carta, ma la sera farà buio prima.

La data e l'orario del passaggio

Il passaggio segna la fine dell'ora legale, entrata in vigore quest'anno domenica 29 marzo 2026, e il ritorno all'orario naturale del fuso italiano: l'ora solare, cioè il Central European Time, un'ora avanti rispetto al tempo universale coordinato. La regola da ricordare è semplice: in autunno, quando torna l'ora solare, si spostano le lancette indietro di un'ora. L'ora solare resterà poi in vigore per tutto l'inverno, fino alla notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando tornerà l'ora legale.

Dispositivi connessi e aggiornamento automatico

Ormai quasi tutti i dispositivi elettronici dotati di connessione si aggiornano da soli. Smartphone, computer, tablet e smartwatch effettuano il passaggio automaticamente, purché la regolazione automatica di data e ora sia attiva. Chi utilizza un orologio da parete, da polso o una sveglia non collegata a internet dovrà invece provvedere manualmente, eventualmente già prima di andare a dormire sabato sera.

Cosa cambia per luce e sonno

Il vantaggio più immediato del ritorno all'ora solare sarà un'ora di luce in più al mattino, mentre il buio arriverà prima nel pomeriggio e nelle prime ore della sera. È una caratteristica tipica dei mesi autunnali e invernali, quando le giornate continuano progressivamente ad accorciarsi. Il cambio dell'ora incide anche sui ritmi circadiani: il nostro orologio biologico impiega diversi giorni per risincronizzarsi e nel frattempo si possono verificare cali di attenzione e sbalzi d'umore.

Il dibattito sull'abolizione del cambio

Il dibattito sull'abolizione del doppio cambio orario resta aperto. Nel 2018 la Commissione Europea avviò una consultazione pubblica che vide la partecipazione di 4,6 milioni di cittadini europei: l'84 per cento si espresse a favore dell'eliminazione del cambio stagionale. L'anno seguente il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva finalizzata a porre fine all'obbligo del cambio due volte l'anno, lasciando liberi gli Stati di scegliere se optare per l'ora solare o legale in modo permanente.

La riforma, tuttavia, si è arenata per mancanza di accordo tra i Paesi e il cambio d'orario continua ancora oggi. Secondo i dati rilasciati da Terna, nel 2026 l'ora legale consentirà di consumare circa 302 milioni di kWh di energia elettrica in meno, con un risparmio economico per i cittadini di circa 80 milioni di euro e 142 mila tonnellate in meno di CO2 emesse.

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