Salvini torna al carcere di Bollate da Roggero: "Scriva un libro", e chiama Bongiorno e Matone per la grazia
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Redazione Interno
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Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha effettuato una nuova visita domenica 19 luglio al gioielliere Mario Roggero, detenuto presso il carcere di Bollate dopo che la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori, avvenuto nel 2021 a Grinzane Cavour.
Si tratta del secondo incontro in due giorni tra il leader della Lega e il 72enne, un faccia a faccia durante il quale i due hanno condiviso un caffè e un lungo colloquio, al termine del quale Salvini ha avanzato una proposta precisa: raccogliere la propria versione dei fatti in un libro.
La proposta a Mario Roggero
L'incontro, definito cordiale, ha visto Salvini rinnovare il proprio sostegno personale a Roggero, assicurandogli la disponibilità a tornare a fargli visita anche in futuro. Secondo quanto riferito da fonti vicine al leader del Carroccio, l'idea del libro è emersa come strumento per permettere all'ex commerciante di raccontare la propria versione della vicenda, che ha suscitato un ampio dibattito politico e mediatico, al di là del verdetto della Suprema Corte.
Roggero, dal canto suo, avrebbe raccontato a Salvini le sue prime impressioni sulla vita in carcere, parlando della visita alla biblioteca dell'istituto e del laboratorio metalmeccanico, oltre che della cena consumata con altri tre detenuti, tra cui un cuoco, un professore e un avvocato.
Matteo Salvini convoca Giulia Bongiorno e Simonetta Matone
Ma il piano del Carroccio non si ferma alla proposta editoriale. Sempre secondo quanto appreso, Salvini ha attivato un canale diretto con due parlamentari della Lega, Giulia Bongiorno e Simonetta Matone, per esplorare tutte le strade legali e politiche possibili al fine di ridurre la permanenza di Roggero dietro le sbarre. L'obiettivo dichiarato è quello di fare in modo che il gioielliere, condannato in via definitiva, possa lasciare il carcere nel minor tempo possibile, valutando ipotesi alternative alla detenzione come gli arresti domiciliari o i servizi sociali.
Questa mossa si inserisce in un quadro più ampio di iniziative della Lega, che includono anche il già annunciato appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la concessione di un provvedimento di grazia, definito da Salvini come "un'opzione politica" legittima fatta salva la condanna.
La destra verso la candidatura di Roggero: perché non è possibile
Nonostante il forte sostegno politico e l'ipotesi, ventilata da alcuni esponenti della maggioranza, di una possibile candidatura politica di Roggero per dare voce alla sua battaglia, questa strada si scontra con chiari e impraticabili veti normativi che ne impediscono la concreta realizzazione.
L'attenzione del Carroccio, quindi, rimane concentrata sugli strumenti giuridici a disposizione per modificare le condizioni della sua detenzione, mentre prosegue la pressione sul Quirinale per un atto di clemenza che possa chiudere la vicenda umana, se non quella giudiziaria, del gioielliere di Grinzane Cavour. Salvini, in particolare, ha sottolineato come per un uomo di 72 anni una condanna di 14 anni e 9 mesi equivalga di fatto a un ergastolo, ribadendo il suo giudizio sulla sproporzione della pena.
La questione Roggero, intanto, ha già prodotto ricadute sul piano legislativo, con la Lega che ha depositato una proposta di legge per modificare l'articolo 52 del codice penale, introducendo la non punibilità per "qualsiasi reazione" a un'aggressione a mano armata in casa o in un'attività commerciale, indipendentemente dalla proporzionalità, una mossa che ha suscitato critiche da parte delle opposizioni e del movimento 5 Stelle, e ha incontrato un atteggiamento più cauto da parte di Forza Italia.




