Wall Street in rialzo a metà seduta, il dato sull'occupazione frena i rialzi dei tassi
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Redazione Economia
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Wall Street continua a muoversi in territorio positivo, con il mercato azionario statunitense che interpreta i dati sull'occupazione di luglio come un segnale che allontana l'ipotesi di un immediato rialzo dei tassi di interesse. Il Dow Jones, pur procedendo a passo più cauto, si mantiene in frazionale rialzo, mentre l'S&P 500 tenta di consolidare la posizione intorno a quota 7.745 punti, spinto in particolare dai comparti ciclici che beneficiano del miglioramento del sentiment degli investitori.
La seduta, giunta ormai a metà del suo percorso, vede i listini reagire positivamente a quelle che, in un altro contesto economico, potrebbero essere considerate notizie allarmanti.
Il job report di luglio e il trend del mercato del lavoro
La molla che ha innescato i rialzi, seppur contenuti, è arrivata dal Bureau of Labor Statistics, che ha diffuso il rapporto sull'occupazione dei settori non agricoli (nonfarm payrolls) relativo a luglio. Il dato ha evidenziato una contrazione di 23.000 posti di lavoro su base destagionalizzata, un risultato che ha sorpreso gli analisti, i quali avevano previsto un aumento di circa 83.000 unità secondo il consensus raccolto da Dow Jones. Questa inattesa flessione, che si contrappone al dato rivisto al rialzo di giugno (20.000 posti), ha avuto l'effetto di allentare le tensioni sul fronte dei tassi di interesse, poiché un mercato del lavoro meno caldo riduce la pressione sulla Federal Reserve per un intervento restrittivo immediato.
A corroborare questa lettura sono arrivate le parole del presidente della Federal Reserve Bank di Richmond, Thomas Barkin, il quale, in un intervento video per la National Association for Business Economics, ha definito i dati di luglio come una mera continuazione dei trend recenti.
Barkin ha osservato che il quadro che emerge dal mercato del lavoro è coerente con una situazione che non appare né troppo permissiva né eccessivamente rigida, suggerendo che la banca centrale può permettersi di mantenere un approccio attendista senza la necessità di intervenire con urgenza sull'andamento del costo del denaro.
La dinamica dei settori e i movimenti dei titoli
Osservando la composizione dei rialzi all'interno dell'S&P 500, emerge una chiara preferenza per i comparti ciclici, mentre quelli difensivi vengono temporaneamente accantonati. In cima alla classifica dei guadagni troviamo i materiali, che mettono a segno un incremento dell'1,40%, seguiti dai beni di consumo secondari (+1,30%) e dalle utilities (+1,04%). In controtendenza, invece, il settore energetico, che accusa una flessione dello 0,52% in un contesto di prezzi del petrolio che rimane sotto la lente d'ingrandimento per le tensioni geopolitiche legate allo Stretto di Hormuz.
Sul fronte dei singoli titoli, spiccano le performance positive all'interno del Dow Jones, dove Salesforce guida i rialzi con un progresso del 2,30%, affiancata da Honeywell International e da Nvidia, che beneficia del ritorno di interesse per il comparto tecnologico. Sul versante opposto, le vendite più consistenti si concentrano su Visa, che arretra dell'1,89%, e su Caterpillar, che cede l'1,41%, in un movimento che sembra riflettere prese di profitto dopo le recenti performances.
Ancora più marcati sono i movimenti che si registrano nel mondo dei colossi tecnologici e non solo, con Atlassian che vola in alto guadagnando oltre il 31%, sospinta da risultati trimestrali che hanno superato le aspettative. In forte rialzo anche AirBnb e Microchip Technology, mentre sul fronte delle vendite spiccano i cali di Seagate Technology (-6,13%) e Western Digital (-4,61%), penalizzate da una revisione al ribasso delle prospettive di crescita del settore della memoria dati.
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