Wall Street annulla i rialzi e chiude in rosso dopo la conferma dei dazi alla Cina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dopo un avvio di seduta promettente, che aveva portato l’S&P 500 e il Nasdaq a guadagnare oltre il 4%, Wall Street ha invertito la rotta, chiudendo in territorio negativo. La svolta è arrivata in seguito all’annuncio della Casa Bianca, che ha confermato l’aumento dei dazi sulle importazioni cinesi al 104%, a partire dalle 12:01 ET di mercoledì. Una mossa che, se da un lato riflette l’intenzione dell’amministrazione statunitense di mantenere una linea dura nei confronti di Pechino, dall’altro ha riacceso le tensioni tra le due maggiori economie mondiali.

Già all’inizio del mese, Donald Trump aveva imposto nuovi dazi del 34% sui prodotti cinesi, sommandosi al 25% già in vigore. Ieri, però, era arrivato l’ultimatum: se la Cina non avesse ritirato le misure ritorsive adottate in risposta, gli Stati Uniti avrebbero applicato un’ulteriore tariffa del 50%. «Sarebbe un errore da parte della Cina reagire con ritorsioni», aveva dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, lasciando intendere che Washington non avrebbe fatto marcia indietro. E così è stato.

La risposta di Pechino non si è fatta attendere. Il premier Li Qiang ha ribadito che la Cina dispone degli "strumenti" necessari per fronteggiare le turbolenze economiche, mentre la Banca centrale ha lasciato deprezzare lo yuan, portandolo a un livello di 7,31 contro il dollaro, il più basso da gennaio. Una scelta non casuale: una moneta più debole rende infatti le esportazioni cinesi più competitive, compensando almeno in parte l’impatto dei dazi statunitensi.

Sul mercato, i settori più colpiti sono stati quelli finanziari, dei materiali e dell’energia, con titoli come Boeing, JP Morgan e United Health in netto calo. Anche i big della tecnologia, da Apple a Intel, hanno registrato perdite significative, mentre alcune aziende legate al comparto export cinese, come MercadoLibre e PDD Holdings, hanno subito contraccolpi.

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