Casa Bianca alza i dazi alla Cina al 104%, Wall Street annulla i rialzi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Da domani, le importazioni cinesi negli Stati Uniti saranno soggette a dazi del 104%, una mossa annunciata dalla Casa Bianca che ha immediatamente spento l’ottimismo dei mercati. Dopo un rally iniziale che aveva spinto l’S&P 500 e il Nasdaq a guadagni superiori al 4%, Wall Street è tornata in territorio negativo non appena è trapelata la conferma ufficiale dell’inasprimento delle tariffe, previsto a partire dalle 12:01 ET di mercoledì.

Donald Trump, che già ieri aveva avvertito Pechino delle conseguenze qualora non avesse ritirato le proprie misure protezionistiche, ha riunito il suo team commerciale con l’ordine di negoziare "accordi su misura" per ogni Paese. "Tutte le opzioni restano sul tavolo", ha precisato la portavoce Leavitt, senza escludere ulteriori escalation. Intanto, il Dow Jones e gli indici settoriali – dai finanziari all’energia, passando per i beni di consumo – hanno invertito la rotta, trascinati al ribasso da titoli come Intel, Apple e Boeing, mentre alcune società, tra cui MercadoLibre e Broadcom, hanno registrato flessioni più marcate.

La reazione di Pechino non si è fatta attendere. Definendo la decisione statunitense "un atto di unilateralismo e prepotenza economica", il governo cinese ha ribadito di disporre di "strumenti adeguati per proteggersi da influenze esterne avverse". Le parole, cariche di tensione, arrivano nel pieno di un braccio di ferro che rischia di coinvolgere anche l’Unione Europea. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, intervenuta per scongiurare una guerra commerciale su più fronti, ha cercato un dialogo con Pechino, la cui risposta è stata netta: "Non cederemo a minacce".

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