Fiat 600, arriva il nuovo motore a benzina senza cinghia con il cambio manuale
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Redazione Economia
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La strategia di ampliamento della gamma messa in atto da Stellantis per i suoi modelli compatti si arricchisce di un nuovo, significativo tassello che riguarda da vicino il mercato italiano, dove la Fiat 600 rappresenta uno dei riferimenti principali nel segmento dei crossover urbani. Dopo aver debuttato nelle versioni elettrica e ibrida, il modello torinese accoglie finalmente una variante a benzina pura, spinta dal rinnovato motore 1.2 turbo tre cilindri della famiglia Puretech, lo stesso che già equipaggia, tra gli altri, Peugeot 208 e 2008, Jeep Avenger e che è destinato a diffondersi capillarmente su tutti i modelli del gruppo che adottano questa architettura meccanica. La novità principale, che segna un netto cambio di rotta rispetto al passato recente, risiede nell’abbandono della tanto discussa cinghia di distribuzione a bagno d’olio, sostituita da una più tradizionale e robusta catena, una soluzione tecnica pensata per migliorare l’affidabilità nel lungo termine e ridurre le esigenze di manutenzione straordinaria.
Un ritorno alla meccanica semplice con la catena al posto della cinghia
Sotto il cofano, il nuovo propulsore eroga 100 CV e viene abbinato a un cambio manuale a sei rapporti, una configurazione che rappresenta la porta d’ingresso più accessibile nella famiglia della 600, posizionandosi al di sotto delle versioni ibride e, ovviamente, della più costosa 600e elettrica. Questa scelta, che potrebbe apparire controcorrente in un’epoca dominata dall’elettrificazione spinta, risponde invece a una logica di mercato molto pragmatica: offrire una motorizzazione termica priva di qualsiasi componente ibrido, caratterizzata da una maggiore semplicità costruttiva e, presumibilmente, da un prezzo di listino più contenuto. Il motore, che mantiene caratteristiche tecniche all’avanguardia come il turbocompressore a geometria variabile e l’iniezione diretta ad alta pressione, beneficia quindi del passaggio alla distribuzione a catena, un intervento che il gruppo ha voluto sottolineare anche attraverso l’estensione della garanzia, arrivata a coprire fino a 8 anni o 160.000 chilometri per i modelli equipaggiati con questa nuova generazione del tre cilindri.
La serie speciale Street apre le danze
Il lancio di questa nuova versione è stato accompagnato dall’annuncio di una serie limitata denominata “600 Street”, prodotta in soli 2.000 esemplari e pensata per conferire un carattere distintivo alla nuova arrivata. Questa edizione speciale si distingue per la livrea bicolore, i cerchi in lega neri e un abitacolo caratterizzato da toni scuri impreziositi da inserti a contrasto, elementi che mirano a esaltare l’estetica del crossover senza però alterarne la sostanza meccanica. La presenza della leva del cambio, elemento ormai raro nel panorama delle auto moderne, rappresenta un ritorno a un tipo di interazione più diretta con il veicolo, capace di intercettare le preferenze di quella fetta di automobilisti che considera la guida un’esperienza ancora legata al controllo manuale del rapporto tra motore e ruote.
L’ampliamento della gamma nel segno della flessibilità
Con questa mossa, Stellantis dimostra di voler saturare ogni possibile nicchia di mercato all’interno del segmento B, affiancando alle tecnologie più avanzate (full electric e mild hybrid) una soluzione tradizionale che punta tutto sulla semplicità e sul costo di acquisto inferiore. L’unità da 101 CV, con distribuzione a catena, è destinata a diventare il nuovo entry level non solo per la Fiat 600, ma anche per modelli gemelli come la Lancia Ypsilon, confermando una tendenza già emersa con l’introduzione dello stesso propulsore sulla Fiat Grande Panda. Si tratta, in sostanza, di un’operazione che amplia il ventaglio di scelta per il cliente finale, offrendo un’alternativa a chi cerca un’auto pratica e moderna, ma non vuole (o non può) affrontare il sovrapprezzo richiesto dalle versioni elettrificate, puntando su un propulsore che, dopo le criticità del passato, cerca di riconquistare la fiducia grazie a interventi mirati sulla componente meccanica più delicata.




