La Spagna torna in semifinale di Coppa Davis piegando la Repubblica Ceca
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
A sei anni di distanza dall'ultima apparizione, la Spagna ha riconquistato l'accesso alle semifinali di Coppa Davis, superando in rimonta la Repubblica Ceca per 2-1 nel quarto di finale disputato a Bologna. La squadra guidata da David Ferrer, la quale ha dovuto fare a meno, a causa di un problema muscolare, del suo giocatore di riferimento, ha dimostrato un carattere e una profondità di organico che pochi si aspettavano. L'incontro, il decimo nella storia della competizione tra queste due formazioni e il terzo consecutivo, si è aperto con un rovescio per gli iberici, che hanno visto Pablo Carreno Busta soccombere in due set al talento giovane di Jakub Mensik.
La riscossa affidata a Munar e al doppio decisivo
La situazione, complicata dall'assenza forzata della prima racchetta, richiedeva una risposta immediata, arrivata con le prestazioni di chi ha colto l'occasione per emergere. Jaume Munar, chiamato a sostituire proprio il numero uno indisponibile, ha vinto una partita di fondamentale importanza contro Jiri Lehecka, riportando in parità il punteggio della sfida e dimostrando, secondo le parole del proprio capitano, di aver giocato "uno dei suoi migliori match indoor". L'equilibrio, ormai precario, è stato quindi infranto nell'ultimo atto della giornata, quello del doppio, dove l'esperienza di Marcel Granollers – da Ferrer definito "il miglior doppista al mondo" – unita al contributo di Pedro Martinez, ha avuto la meglio sulla coppia avversaria, regalando alla Spagna il punto della qualificazione.
Le riflessioni dopo la sconfitta per la squadra ceca
Dall'altra parte della rete, la delusione per la Repubblica Ceca è stata palpabile, con Mensik che ha definito la sconfitta "dura" da digerire. L'analisi della prestazione evidenzia come siano state proprio alcune occasioni non sfruttate a determinare l'esito negativo dell'incontro; in particolare, dopo il vantaggio iniziale, non si è riusciti a mantenere la concentrazione necessaria per chiudere i giochi, un aspetto che ha messo in luce, specialmente nel doppio decisivo, certi limiti di carattere del team. Osservazioni che, se da un lato non modificano il risultato, dall'altro offrono uno spunto di riflessione sulla crescita necessaria per competere ai massimi livelli in una competizione così esigente.
L'attesa del prossimo avversario
Con questo successo, la formazione spagnola si è guadagnata il diritto di attendere la vincente dello scontro tra Germania e Argentina, contro la quale scenderà in campo per tentare di conquistare un posto in finale. L'urlo di gioia e la convinzione di poter "vincerla", lanciato dal capitano Ferrer e dai suoi atleti al termine della partita, sembra quindi non essere solo un'espressione di entusiasmo momentaneo, ma la proiezione di una fiducia ben radicata, costruita sul campo nonostante le avversità.




