Canada in fiamme: oltre 25mila evacuati, fumo minaccia gli Stati Uniti
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Redazione Esteri
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Il Canada sta affrontando una nuova, drammatica ondata di incendi boschivi che ha già costretto all’evacuazione più di 25mila persone tra Manitoba, Alberta e altre province occidentali. Le fiamme, alimentate da condizioni meteorologiche estreme – caldo torrido, venti sostenuti e assenza di piogge –, stanno divorando intere foreste, mentre una densa coltre di fumo si espande verso sud, attraversando il confine e peggiorando la qualità dell’aria in diversi Stati americani.
In Manitoba, dove la scorsa settimana è stato dichiarato lo stato di emergenza, migliaia di residenti hanno abbandonato le proprie case in fretta, mentre le autorità locali tentano di contenere roghi che sembrano sfuggire a ogni controllo. L’Alberta, dal canto suo, ha registrato temperature record, con picchi di +35°C, aggravando una situazione già critica. Gli esperti meteo avvertono che le condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme potrebbero persistere ancora a lungo, complicando ulteriormente le operazioni di spegnimento.
Il fumo, che ha ridotto la visibilità in vaste aree del Canada, si è spinto fino al Midwest e alla costa orientale degli Stati Uniti, dove diverse città hanno segnalato un netto peggioramento dell’aria. Un fenomeno che, negli ultimi anni, sta diventando sempre meno raro, legato a incendi sempre più intensi e frequenti, complici i cambiamenti climatici.




